Dmitrij Mendeleev e la tavola periodica degli elementi

di Redazione | 08/02/2016

Dmitrij Mendeleev

Dmitrij Mendeleev

Google dedica il doodle odierno dell’8 Febbraio, a Dmitrij Mendeleev, conosciuto come l’inventore della tavola periodica degli elementi. Nato in Siberia esattamente 182 anni fa,  Dmitrij Mendeleev, ultimo di una famiglia composta da diciassette figli oltre i due genitori.

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Dmitrij mendeleev tavola periodica

Mendelev, dopo un’infanzia vissuta nell’indigenza, inizio a scrivere il suo libro fondamentale “Principi di Chimica” nel 1868. Al riguardo Wikipedia scrive

Nel 1868 Mendeleev iniziò a scrivere il suo libro, Principi di chimica. Il suo progetto prevedeva la sistematizzazione di tutte le informazioni dei 63 elementi chimici allora noti. Lo scienziato russo preparò 63 carte, una per ciascun elemento, sulle quali dettagliò le caratteristiche di ciascun elemento. Ordinando le carte, secondo il peso atomico crescente, si accorse che le proprietà chimiche degli elementi si ripetevano periodicamente. Sistemò i 63 elementi conosciuti nella sua tavola e lasciò tre spazi vuoti per gli elementi ancora sconosciuti.

 TABELLA DI MENDELEEV

Ed ecco la famosa Tabella di Mendeleev

tavola periodica degli elementi
Di Antonio Ciccolella – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45793853

Dmitrij Mendeleev BIOGRAFIA

A riguardo della biografia e della vita di Dmitrij Mendeleev va ricordato che in qualche modo la sua vita privata influenzò la sua vita accademica, negandogli anche qualche successo che avrebbe meritato, soprattutto a causa del suo secondo matrimonio

Scrive sempre wikipedia:

Lo scienziato russo, pertanto, prepara una carta specifica per ogni elemento, in cui ne precisa le caratteristiche. Le carte vengono ordinate seguendo il peso atomico crescente degli elementi: grazie a tale ordine, Mendeleev si accorge che le proprietà chimiche dei diversi elementi ritornano periodicamente.

Così, il 6 marzo del 1869 lo studioso russo presenta ufficialmente la tavola periodica degli elementi all’interno della relazione intitolata “L’interdipendenza fra le proprietà dei pesi atomici degli elementi”, proposta alla Società Chimica Russa che egli stesso ha fondato pochi mesi prima con altri scienziati. Nella tavola, vengono sistemati tutti i 63 elementi noti, mentre tre spazi vuoti vengono lasciati per gli elementi ancora ignoti.

In realtà, pochi anni prima (rispettivamente nel 1864 e nel 1865) altri due studiosi (Lothar Meyer e John Newlands) avevano provato a realizzare delle tavole degli elementi: queste, però, non presupponevano l’esistenza di altri elementi ancora ignoti. È questa, invece, l’intuizione speciale di Mendeleev.

In effetti, l’importanza delle sue previsioni viene riconosciuta dopo la scoperta di germanio, gallio e scandio, che occupano i posti rimasti vuoti all’interno della tavola, e che presentano esattamente le stesse proprietà fisiche che la loro posizione in essa prevedevano.

Anche grazie a Dmitrij Mendeleev, insomma, San Pietroburgo a partire dagli anni Settanta dell’Ottocento diventa un centro di importanza mondiale a livello di ricerca chimica. Nonostante ciò, egli non viene ammesso all’Accademia Russa delle Scienze (a dispetto degli onori tributatigli nell’intera Europa) per colpa dello scandalo suscitato dal suo secondo matrimonio, giunto immediatamente dopo il divorzio del primo (mentre la norma dell’epoca impone di aspettare sette anni).