La farsa delle primarie del Movimento 5 Stelle: Di Maio è l’unico big in corsa

di Gianmichele Laino | 18/09/2017

Di Maio candidato unico

Luigi Di Maio contro Luigi Di Maio. Sarà questa la lotta per il «candidato premier» del Movimento 5 Stelle. La presentazione delle proposte, infatti, è scaduta questa mattina alle ore 12 e non ha riservato sorprese. O meglio, è accaduto quello che tutti temevano: il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio sarà il solo big a correre, nell’ambito delle votazioni online, per il ruolo di guida del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche del 2018.

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DI MAIO CANDIDATO UNICO, NESSUNA SORPRESA

Nessun colpo a sorpresa, nessuna candidatura dell’ultim’ora: di fatto, Di Maio ha ottenuto l’investitura grazie (o a causa) dell’assenza di competitor interni di un certo peso. Ma il Movimento è ben distante dall’essere concorde sul nome del parlamentare di Pomigliano D’Arco. Nei giorni scorsi era trapelato un certo mal di pancia nei confronti dei vertici della Casaleggio Associati, colpevole – secondo alcune indiscrezioni – di aver favorito la terra bruciata tra gli altri possibili candidati.

DI MAIO CANDIDATO UNICO, LE POLEMICHE INTERNE

In modo particolare, era stato annunciato un incontro tra Beppe Grillo e Riccardo Nuti, esponente dell’ala estremista del Movimento, quella maggiormente legata ai valori iniziali del messaggio di Gianroberto Casaleggio e dello stesso Grillo. Il parlamentare avrebbe espresso delle perplessità sull’investitura di Luigi Di Maio e avrebbe chiesto un confronto con i vertici del Movimento. Ma questo incontro – almeno in base a quello che viene riportato dalle agenzie di stampa – non si è svolto.

Inoltre, questa mattina, Alessandro Di Battista – l’altro indiziato principale per la leadership – si è chiamato fuori dalla corsa attraverso un intervento sui social network: «Ho deciso di non candidarmi a Premier del Movimento 5 Stelle – ha scritto su Facebook – . Le ragioni le spiegherò durante il mio intervento sabato prossimo a Rimini. Tra poco si inizierà a votare e invito alla massima partecipazione. A colui che sarà candidato faccio un grande in bocca al lupo ricordandogli che avrà un compito meraviglioso: quello di portare avanti il programma votato da migliaia di iscritti».

Dunque, le primarie del Movimento 5 Stelle annunciate in pompa magna attraverso i vari canali web, per le quali era stato stilato anche un regolamento ad hoc (che apriva anche a possibili candidati indagati), si sono trasformate in una vera e propria sceneggiata. E così, la democrazia della rete si è trasformata in una vera e propria monarchia, dove il motto «uno vale uno» si è trasformato in un «ce n’è soltanto uno».