Debora Serracchiani: “Civati e Pastorino? Solo corsari. Il Pd è la vera sinistra”

di Tommaso Caldarelli | 19/05/2015

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Civati e Pastorino? Solo corsari. Il Partito Democratico è la vera sinistra”: Debora Serracchiani torna sulle parole con cui aveva paragonato l’ex deputato della sinistra del Partito Democratico a Fausto Bertinotti, identificato come leader della sinistra “sfascista” e masochista che vuole far perdere la sinistra istituzionale del Partito Democratico in Liguria, opponendo Luca Pastorino a Raffaella Paita nelle elezioni regionali della Liguria.

CIVATI E PASTORINO? IL PD E’ LA VERA SINISTRA

“Troppe volte invece di rappresentare una soluzione”, dice la vicesegretaria del Partito Democratico, “abbiamo lavorato a complicare lo scenario”. I sondaggi vedono Lella Paita quasi appaiata al candidato del centrodestra Giovanni Toti, principalmente per la concorrenza a sinistra di Luca Pastorino dato fra il 10 e il 15%: un bel problema, ma la vicesegretaria del Pd dimostra ottimismo.

Noi intendiamo vincere, e vincere bene. Le alleanze sono una questione che si pongono Civati e Pastorino perché hanno obiettivo di creare instabilità dividendo la sinistra. E’ un atteggiamento corsaro della politica che non ci appartiene. Se ci saranno problemi ce li porremo il giorno dopo il voto.

La vicesegretaria ribatte anche sulla presunta “mutazione genetica” del Partito Democratico che, sotto la guida di Matteo Renzi, si sarebbe trasformato progressivamente in un partito neocentrista.

Il Pd resta saldamente un partito di centrosinistra. Lo dimostrano le politiche sul costo del lavoro, sul welfare e altro. La verità è che siamo l’unico partito a sinistra, mentre a destra assistiamo a una mancanza di tenuta delle forze più rappresentative. E’ logico in questo scenario attirare maggiori consensi. E questo né ci fa paura né lo guardiamo con supponenza come avveniva una volta. La vocazione maggioritaria del Pd è nelle cose.

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Si parla molto della valenza nazionale delle incombenti elezioni regionali; in Veneto la battaglia infuria e difficilmente Alessandra Moretti vincerà contro Luca Zaia, e in Liguria è un testa a testa fra Paita e Toti. Gli occhi degli osservatori sono sul risultato; per la Serracchiani, questo atteggiamento è giusto fino a un certo punto.

Non diamo per perso nemmeno il Veneto. Ma neanche il 7 a 0 cambierebbe le sorti di questo Paese. Lo faranno le riforme. Riconosco la valenza nazionale di queste elezioni però non le considero il punto zero della politica. Il cambiamento è in atto da più di un anno, lo dimostrano i gruppi parlamentari che si sono allargati o scomparsi. Ed è così anche a livello locale.