Confronti candidati sindaco di Roma a Sky: le pagelle

di Marco Esposito | 31/05/2016

Un format ormai forse da rivedere, con tempi troppo stretti soprattutto con cinque candidati. Il risultato del confronto tra i candidati è una prima parte molto tesa, quasi imballati. Poi, una sorta di rissa verbale, e poi il finale: tutti contro la Raggi, probabilmente la front runner. Ecco le nostre pagelle

Virginia Raggi: 8: Otto per come ha preparato lo scontro. Ora, dopo aver affrontato i suoi avversari, può tornare a evitare ogni confronto. Ripete alla perfezione un solo mantra, efficace: i partiti si sono mangiati Roma. L’uso della parola “Partiti” è la sua arma letale. È il format ideale per lei: non c’è tempo per approfondire, non c’è mai la seconda domanda del giornalista, per ogni domanda può ripetere la storiella imparata a memoria. Il suo gioco di sguardi con la telecamera è impareggiabile, il regista di Sky se ne innamora e va sempre su di lei quando viene attaccata. E lei, bravissima, con uno sguardo da cerbiatto, smonta l’avversario di turno. Il 43% finale di consensi di Sky è la conferma di tutto ciò. L’appello finale sguardo in camera, è di quelli che farebbe crollare chiunque. Ma i contenuti? Qui saremmo al 4. Ma il piano è questo: non dire mai niente che potrebbe costare un voto. Si sbilancia solo sulle Olimpiadi. Dove ribadisce il suo No. – Ammiccante

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 Giorgia Meloni  5 – Su quella sedia si sarà chiesta mille volte: chi me lo ha fatto fare? Ride, forse troppo. Sembra più ad un aperitivo che al confronto politico più importante della sua vita. Dicono che non voglia vincere. Mette a segno un punto quando dice alla Raggi che il M5S prende i soldi dei gruppi parlamentari. Ma è troppo poco. La conosciamo capace di ben altra verve e altra aggressività. Il format le sta stretto e si vede. A Disagio

 Alfio Marchini 6: Almeno ci prova. Si impegna. Ma non segna mai. E’ come quelle squadre di metà classifica, che si impegnano, costruiscono tanto gioco, ma non la buttano mai dentro. Ha un problema con la dizione, che in tv esce si avverte molto. Su twitter lo fanno a pezzi per le parole che inventa di sana pianta. Eppure ha studiato, è preparato, e forse più di tutti vorrebbe fare il sindaco di Roma. Ma per colpire tutti i suoi avversari, non va mai a segno. Prova ad attaccare la Raggi, ma il suo affondo non va a buon fine. Gioca la carta a 5stelle della rinuncia all’indennità. Ma dichiara un milione di euro, non riuscirà a commuovere molti elettori. Si impegna ma non rende

 Stefano Fassina 5: a volte sembra che giochi per aiutare Virginia Raggi. Qualcuno dalle parti del PD potrebbe far notare che non sarebbe una cosa così strana, visto che il suo obiettivo massimo può essere far perdere Giachetti. Punta sui temi su cui Virginia Raggi ha già issato la sua bandierina come il No alle Olimpiadi. Non emerge mai. Spuntato

 Roberto Giachetti 7– : E’ quello che meglio potrebbe amministrare Roma. E a tratti si vede, per quanto il format lo possa permettere. Il suo obiettivo è chiaro: attaccare e stendere la Raggi. E quasi ci riesce, quando chiede la replica per le accuse della Raggi che attacca i partiti «che si sono mangiati Roma». La replica era perfetta, sentita, ben portato. Il candidato mette in gioco la sua storia per difendere la propria onorabilità. Ma il regista di Sky gli rovina tutto: va su Virginia che – occhi di cerbiatta in camera – capovolge la sensazione del momento. Non c’è nulla di peggio in tv, parlare, dire una cosa fondamentale e la telecamera che se ne va sugli occhi della Raggi che con uno sguardo ti dice: “ammazza quante ne sta dicendo questo”. Qualificato

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Il confronto: 4 Diciamolo, il format è ormai logoro. Non si possono affrontare argomenti come i rifiuti a Roma in 30 secondi. E neanche in un minuto. Anche Sky – che pure abbiamo osannato dopo il confronto del 2012 tra i candidati del centrosinstra (vi ricordate csxfactor?) – dovrà mettere mano al format. E forse l’idea l’ha già in casa. Un candidato, dieci intervistatori. Un po’ quello che hanno fatto con Andrea Agnelli su Skysport proprio lo stesso giorno.