La start-up del “ciondolo” descritto da Tiani: «Unico rimedio contro il Covid-19 è la mascherina»

Il fondatore dell'azienda che produce il purificatore d'aria non conosce Giuseppe Tiani

10/11/2020 di Gianmichele Laino

ciondolo israeliano

Nella giornata di ieri, il segretario di InnovaPuglia e segretario Nazionale del Siap (un sindacato delle forze di polizia), Giuseppe Tiani, ha presentato un ciondolo israeliano – o meglio un ciondolo «dalla tecnologia israeliana» – che aiuterebbe a combattere i virus e a respirare aria più pulita. Questa presentazione è avvenuta nel corso di un’audizione alla commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, nel corso della quale Giuseppe Tiani ha mostrato – in favor di camera – l’oggetto e ha parlato dei suoi effetti benefici anche in questa situazione di pandemia, proponendo tra le altre cose il suo utilizzo per la tutela delle forze dell’ordine e del personale sanitario. Il video è diventato virale.

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“Ciondolo israeliano”, l’audizione di Giuseppe Tiani alla Camera dei deputati

La start-up del “ciondolo israeliano” smentisce categoricamente tutto quanto affermato da Tiani

Ma cosa c’è di vero nella descrizione di Giuseppe Tiani? Giornalettismo lo ha chiesto direttamente alla start-up che produce l’oggetto mostrato dal segretario di InnovaPuglia. La MendelCapital srl dei fratelli Fieg (due ragazzi di Isernia, in Molise), che ha solo una piccola base in Israele (quindi non trova riscontro l’affermazione che il prodotto si basi su una tecnologia israeliana), ha prodotto AirMed che è semplicemente un purificatore d’aria che si basa sulla tecnologia a ioni (conosciuta già oltre 50 anni fa). L’innovazione sta nel fatto che questo purificatore d’aria sia portatile e che, quindi, può essere utile anche all’esterno.

«Smentiamo categoricamente – spiegano i fratelli Fieg – che questo nostro purificatore d’aria possa essere utile contro il Covid-19. L’unico rimedio efficace, da questo punto di vista, è quello di indossare la mascherina». E perché il segretario di InnovaPuglia ha parlato proprio di questo ciondolo? «Non sappiamo come il signor Tiani sia entrato in possesso del prodotto. Non risulta nella lista dei nostri acquirenti e non lo conosciamo affatto. Può darsi che si sia procurato il purificatore in farmacia, ma lo ha descritto anche in maniera inesatta, parlando di cationi e facendo confusione tra polo positivo e polo negativo».

Insomma, la start-up prende assolutamente le distanze dall’accostamento del loro prodotto alla lotta al coronavirus: «Serve solo a respirare aria più pulita, a respingere il particolato atmosferico. Stiamo lavorando anche sui virus influenzali. Ma non abbiamo assolutamente fatto riferimento al coronavirus». E questo è quanto.

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