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di Redazione | 03/03/2016

Caso Rosboch

Il rapporto tra i due accusati dell’omicidio. La scomparsa dei soldi. Le responsabilità di altre persone. Sono alcuni dei punti ancora da chiarire nella vicenda dell’uccisione di Gloria Rosboch, la 49enne insegnante di francese di Castellamonte, in provincia di Torino, strangolata il 13 gennaio da ex allievo, il 22enne Gabriele Defilippi, e dall’amante-complice del giovane, Roberto Obert, 54 anni. Ecco certezze e dubbi sul caso.

 

Gloria Rosboch: cosa ha detto la fidanzata di Gabriele Defilippi

 

CASO ROSBOCH, I DUE ASSASSINI

Gloria Rosboch certamente è morta per strangolamento e poi gettata nella vasca di una discarica in disuso. Il suo cadavere è stato ritrovato dopo un mese di ricerche. Insieme a Gabriele Defilippi e Roberto Obert in cella è finita anche Caterina Abbattista, 45 anni, mamma di Gabriele. L’esecutore materiale dell’omicidio va ricercato tra i due amanti, che continuano ad accusarsi tra di loro. Obert agli inquirenti ha raccontato che è stato Defilippi a strangolare la sua ex insegnante, mentre lui guidava la sua macchina. In ogni caso è evidente come alla organizzazione del delitto abbiamo partecipato entrambi. L’uccisione è stata curata nei minimi dettagli. Sarebbe stato deciso a tavolino sia il luogo in cui abbandonare il corpo della vittima, la ex discarica, che il giorno in cui agire, un mercoled’, quando i negozi di Castellamonte sono chiusi e c’è meno gente in giro. Dopo aver ucciso Gloria i due assassini, per rimuovere loro tracce, le tolgono i vestiti che sono stati a contatto con la tappezzeria della macchina di Obert ed anche anelli e orecchini. I vestiti non sono stati ritrovati. Secondo i due assassini sarebbero stati gettati in alcuni cassonetti.

 

 

CASO ROSBOCH, IL MOVENTE DELL’OMICIDIO

Sembra piuttosto chiaro anche il movente: la querela per truffa presentata in procura a Torino da Gloria Rosboch contro Gabriele Defilippi. La donna voleva indietro i 187mila euro che il giovane le aveva sottratto con un inganno. Anche la mamma di Gabriele aveva mediato con Gloria per la risoluzione serena della richiesta. Caterina Abbattista (che era a conoscenza della truffa) continua a dirsi innocente. Certamente non era presente al delitto. Ma gli inquirenti sono convinti che non abbia detto tutta la verità. Come ha raccontato la trasmissione di Raitre ‘Chi l’ha visto’ si cerca anche di far luce sui suoi spostamenti. È singolare l’orario di uscita dall’ospedale di Ivrea, suo posto di lavoro, nel giorno del delitto. La donna agli inquirenti ha detto di non aver mai abbandonato il posto di lavoro, ma le tracce dicono altro. Il suo telefonino quella sera avrebbe agganciato anche la cella della zona dove abita la 22enne fidanzata di Gabriele. Ha raggiunto qualcuno lì? Gabriele o altri? Va precisato che la ragazza si è presentata spontaneamente agli inquirenti e si è detta del tutto estranea ai fatti.

 

Gloria Rosboch: «La madre conosceva i piani di Gabriele Defilippi»

 

CASO ROSBOCH, LE ALTRE PERSONE COINVOLTE

Al vaglio degli inquirenti è finita anche una telefonata ricevuta da Gloria Rosboch dopo la consegna a Gabriele Defilippi della valigetta con i soldi. Come ricostruito da ‘Chi l’ha visto’, una donna chiamò l’insegnante spacciandosi per direttrice di banca per rassicurarla. «I suoi soldi sono al sicuro in una banca», le disse. La donna è al telefono era Efisia Rossignoli, una cameriera di San Giorgio Canavese, amica di Gabriele. Chiamò Gloria su indicazione del ragazzo, che in cambio le aveva promesso 5mila euro, poi mai consegnati. Anche Efisia è stata indagata, e dai tabulati telefonici sono emersi contatti tra lei e Gabriele anche nel giorno del delitto. «Quel giorno – è la dichiarazione della donna ripresa da ‘Chi l’ha visto’ – ho telefonato Gabriele perché ho avuto il sospetto che mio marito fosse uscito con la sua amante. Verso le 10.30-11.00 ho chiamato Gabriele e gli ho chiesto di andare a controllare mio marito. Lui ha detto che sarebbe andato e che avrebbe fatto delle foto». Le indagini chiariranno se ci sono ancora altre persone coinvolte.ù

CASO ROSBOCH, IL MISTERO DEI SOLDI

Poi c’è il mistero dei soldi spariti, ben 187 mila euro che Gloria Rosboch consegnò a Gabriele Defilippi in cambio della promessa di una nuova vita insieme in Costa Azzurra. Il ragazzo ha detto di averi dati all’amante Roberto Obert, perché li conservasse nella sua cassetta di sicurezza, in una banca del Canavese. Ma il denaro non è stato ritrovato. Dov’à finito? Una risposta a questa domanda potrebbe essere trovata nello stile di vita di Gabriele, che ultimamente indossava vestiti firmati e faceva qualche viaggio. Ma anche nel vizio del gioco. Il govane frequentava il casinò di Saint Vincet. A ‘Chi l’ha visto’ uno dei giocatori che negli ultimi mesi ha avuto modo di conoscere Gabriele lo ha descritto come una persona molto fredda, che non si emozionava davanti al tavolo da gioco, nonostante le ingenti puntate: «Ogni volta che partiva la pallina puntava mille euro. Era un giocatore strano. Non faceva niente». Una sera Gabriele avrebbe anche vinto 15mila euro. A destare sospetti è poi l’acquisto di una casa da parte dell’ex compagno della mamma di Gabriele, intestata per il 90% al ragazzo e per il 10% alla mamma. Come mai l’immobile è stato ceduto al giovane e a sua mamma?

CASO ROSBOCH, IL RAPPORTO TRA DEFILIPPI E OBERT

Infine, il rapporto con Roberto Obert. L’avvocato di Obert descrive il suo assistito come uno «schiavo» di Gabriele. I due avevano avuto più volte rapporti. Roberto ha dichiarato: «C’erano periodi in cui ci vedevamo spesso, altri in cui ci vedevamo meno. In alcune circostanze ci vedevamo per andare a bere insieme ma in 4-5 occasioni abbiamo avuto sessuali. È capitato anche che abbiamo avuto rapporti a tre, alcune volte in albergo, altre nei pressi del parco i Lumini di Torino, nei pressi del cimitero monumentale di Torino. In questo caso capitava che ci vedevamo per avere dei rapporti sessuali e poi insieme decidavamo dei rapporti a tre». Gabriele e Roberto si appartavano anche nei pressi della discarica in cui hanno portato il corpo della povera  Gloria Rosboch.