Caso De Luca, le telefonate. Manna alla moglie: «Io non sono fesso, anch’io sono furbo»

di Redazione | 12/11/2015

vincenzo de luca

Spuntano ancora nuovi particolari sull’inchiesta per concussione che ha travolto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ed altri sei persone, tra le quali l’ex capo della segreteria e fedelissimo del governatore, Carmelo ‘Nello’ Mastursi, un giudice del Tribunale Civile di Napoli, Anna Scognamiglio, e suo marito Guglielmo Manna. Quest’ultimo avrebbe manovrato per ottenere (sfruttando la funzione della moglie) un incarico di peso nel mondo della Sanità Campana.

 

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CASO DE LUCA, MANNA A SCOGNAMIGLIO: «IO FURBO» –

Ora emerge che il giudice Scognamiglio è stato relatore di provvedimenti in senso favorevole al presidente De Luca in due occasioni, il 22 luglio (provvedimento che comunque non è al centro dell’indagine, i pm vagliano ciò che sarebbe accaduto a ridosso del verdetto) e l’11 settembre scorso. In questa seconda occasione il Tribunale si era espresso, ancora con esito favorevole per De Luca, su un ricorso presentato da ex consiglieri regionali che avevano chiesto la sospensione del governatore (per effetto della legge Severino e della condanna di De Luca i primo grado per abuso d’ufficio) a partire dalla sua proclamazione e non dal decreto di sopensione del presidente del Consiglio. Ne parlano Dario Del Porto e Conchita Sannino su Repubblica riportando anche il contenuto di alcune telefonate intercettate tra Manna e il giudce Scognamiglio:

«Tu pensi di essere intelligente, ma anche io non sono fesso. Pure io sono furbo». L’avvocato Guglielmo Manna, ambizioso manager deciso ad ottenere un incarico di prestigio nella sanità campana, scherza con la moglie al telefono, Anna Scognamiglio, giudice del Tribunale civile che con le sue ordinanze darà ragione al governatore. Eccole, le carte romane dell’inchiesta che investe il presidente Pd Vincenzo De Luca, il suo ex capo della segreteria politica Nello Mastursi, il giudice Scognamiglio e il marito di lei, Manna, insieme con altri tre avvocati. La giudice chiama il marito, addirittura dalla camera del consiglio che sta decidendo in senso favorevole per il governatore. «Abbiamo finito, è fatta», fa sapere lei. E lui gongola. Intercettazioni e dialoghi imbarazzanti. C’è un sms che sempre il frenetico marito invia allo staff di De Luca, rassicurandoli. «È andata come previsto». Poi, da una barca a Ponza, sempre al telefono, il 2 agosto scorso, Manna dice: «Sono stato chiamato in Regione». E poi: «Speriamo bene».

Manna era intercettato nell’ambito di un’inchiesta dei pm di Napoli che incrociava vicende riguardanti appalti e altri affari nel mondo della Sanità campana.

(Foto di copertina: (Foto: Ansa / Ciro Fusco)