Caso Consip, carabiniere accusato di falsificazione degli atti contro Tiziano Renzi

di Gianmichele Laino | 10/04/2017

Consip

L’inchiesta Consip rischia di prendere una piega completamente diversa rispetto alla direzione verso cui sembrava andare. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – in un’inchiesta a firma di Fiorenza Sarzanini -, un comandante dei carabinieri del Noe sarebbe indagato per aver falsificato gli atti di alcune intercettazioni di Alfredo Romeo, l’imprenditore napoletano accusato di aver corrotto un funzionario Consip e di aver promesso del denaro a Tiziano Renzi.

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LE NUOVE RIVELAZIONI DEL CORRIERE DELLA SERA SUL CASO CONSIP

Proprio il padre dell’ex presidente del Consiglio sarebbe stato il bersaglio di questa modifica: i procuratori Giuseppe Pignatone e Mario Palazzi, infatti, si sono resi conto – dopo aver disposto il controllo di tutti i nastri delle intercettazioni – che il carabiniere avrebbe attribuito la frase (riferita a Renzi senior) “l’ultima volta che l’ho incontrato” proprio a Romeo, mentre in realtà era stata pronunciata dall’ex parlamentare di Alleanza Nazionale Italo Bocchino.

Il carabiniere indagato sarebbe Gianpaolo Scarfato, che ieri è stato convocato in procura ma che non si è presentato, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Se quanto affermato dal Corriere dovesse essere confermato, non ci sarebbe alcuna prova dell’incontro tra Tiziano Renzi e Alfredo Romeo. La parte dell’inchiesta che sembrava già essere la più debole, dunque, perderebbe un altro elemento fondamentale. Altre rivelazioni, inoltre, riguarderebbero i presunti “pizzini” rinvenuti in una discarica che, secondo le prime indagini, sarebbero riconducibili a incontri (che, però, a quanto risulta non sono mai avvenuti) tra Romeo, Tiziano Renzi e il ministro dello Sport Luca Lotti. 

Nel pomeriggio, poi, tramite le agenzie di stampa, Bocchino ha precisato: “La mia frase si riferiva a Matteo Renzi e non a Tiziano – ha detto l’ex parlamentare -. Ho incontrato l’ex premier soltanto durante il mio mandato da parlamentare, in occasione di dibattiti televisivi e, una volta, a un concerto di Abbado per il Maggio fiorentino. In ogni caso, si tratta di un contesto lineare che, fortunatamente, sta emergendo in tutta la sua chiarezza”.

Dagli studi di Porta a Porta, Matteo Renzi ha commentato così gli ultimi sviluppi sulla vicenda Consip: “Ho totale fiducia nella magistratura e non ho nulla da nascondere. Sarebbe facile per me, oggi, venire qui e dire avete visto? Oggi è più facile per me rispetto a due mesi fa perché credo che la verità stia venendo a galla”. Inoltre, sulla presunta falsificazione degli atti da parte di un carabiniere, l’ex presidente del Consiglio è cauto: “Io credo nell’arma dei Carabinieri. Se poi un loro membro decide di non fornire delle risposte, sono problemi suoi. Non credo nei complotti e nelle manovre, credo nella giustizia”.

La senatrice del Pd Francesca Puglisi, pur attendendo i riscontri della magistratura, ha rincarato la dose rispetto alla notizia che è circolata con le prime indiscrezioni sui principali siti d’informazione: “Chi costruisce teoremi, nel caso contro Tiziano Renzi, avrà materia per riflettere”. Il capogruppo PD alla Camera Ettore Rosato, invece, affida il suo commento a Twitter, scrivendo che “pian piano, la verità verrà fuori”:

(FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI)