La guerra delle destre estreme: CasaPound boccia Forza Nuova per la «Marcia su Roma»

di Gianmichele Laino | 08/09/2017

Casapound contro Forza Nuova

Chi l’avrebbe mai detto? CasaPound veste i panni del movimento «moderato» e critica Forza Nuova per l’iniziativa di riproporre una «Marcia dei Patrioti», il 28 ottobre, giorno dell’anniversario della «Marcia su Roma» di mussoliniana memoria. Lo fa dalle colonne de Il Tempo, il quotidiano che quest’oggi propone una sorta di intervista doppia tra i due movimenti, attraverso le parole di Simone Di Stefano (vicepresidente di CasaPound) e di Roberto Fiore (segretario di Forza Nuova).

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CASAPOUND CONTRO FORZA NUOVA: LE PAROLE DI DI STEFANO

«L’opportunità politica di andare a utilizzare il 28 ottobre secondo me non c’è – tuona Di Stefano -. Non è opportuno seguire il ‘nostalgismo’ per accendere un faro sul proprio movimento. E poi: marciare contro lo ius soli? È un tema bello che andato: ed è stata una vittoria di CasaPound sotto al Senato e della Lega Nord dentro al Senato». Ma CasaPound non critica soltanto la scelta del 28 ottobre per la manifestazione organizzata da Forza Nuova. Nel mirino finisce anche il manifesto di stampo fascista utilizzato per fare campagna contro gli stupri messi in atto da immigrati: «Il manifesto di Boccasile si riferisce all’episodio specifico delle ‘marocchinate’ – continua Di Stefano – mentre si è fatto passare il concetto che la Rsi e il fascismo fossero per il suprematismo bianco come i nazisti dell’Illinois. Non è così».

CASAPOUND CONTRO FORZA NUOVA, LA REPLICA DI FIORE

Insomma, CasaPound si maschera da partito di «sistema» e condanna certi estremismi. Roberto Fiore, però, non ci sta e invita i «colleghi» della tartaruga ad allinearsi con le posizioni di Forza Nuova: «Possiamo rivendicare la primogenitura su certi temi, ma siamo contenti che CasaPound, così come la Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia arrivino alle nostre stesse conclusioni, per esempio sullo ius soli». Inoltre, Fiore rivendica con forza il suo diritto a manifestare il 28 ottobre: «Riteniamo che qualsiasi data, qualsiasi luogo sul territorio nazionale siano adatti alle nostre manifestazioni che hanno valenza politica».

Inoltre, Fiore si difende dalle accuse di Di Stefano a proposito del manifesto di Boccasile e rivendica con fermezza la scelta del suo movimento. Insomma, nella voragine elettorale che si è aperta sull’estrema destra, i due movimenti che maggiormente vi si identificano iniziano a contendersi il primato su chi sia più o meno fascista. In una lotta fratricida che lascerà sul campo diversi consensi.

(FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)