Brexit: perché aumenterebbe i problemi dell’Unione Europea

10/02/2016 di Redazione

Brexit

, le concessioni che l’Unione Europa sta facendo a David Cameron per far rimanere il Regno Unito al suo interno rischiano di avviare un nuovo processo di disgregazione. Se ogni Governo imitasse l’esecutivo britannico, finirebbe infatti la condivisione delle regole che in questi decenni ha posto le basi per la collaborazione sempre più approfondita di Paesi storicamente divisi tra loro.

BREXIT CAMERON

Il Brexit rappresenta un pericolo per la costruzione europea. L’addio del Regno Unito all’UE dopo oltre 40 anni di adesione rappresenterebbe un indebolimento politico ed economico evidente. L’Unione Europa perderebbe il Paese Membro con l’esercito più forte, una delle due potenze nucleari con diritto di veto all’interno del Consiglio di sicurezza dell’Onu, e il partner principale degli Stati Uniti da ormai molti decenni. Il Pil UE si ridurrebbe di circa il 16%. Anche per il Regno Unito l’addio all’UE non sarebbe per nulla indolore, visto che i Paesi UE rappresentano oltre la metà dell’intercambio estero. Per evitare questo scenario l’UE si appresta a concludere un accordo estremamente generoso verso le richieste di David Cameron. Il premier britannico non vuole portare il Regno Unito fuori dall’Unione Europea, ma pretende di avere la massima autonomia possibile su temi quali immigrazione e welfare sui quali l’ostilità dell’opinione pubblica alle regole comunitarie è particolarmente marcata. I vertici europei hanno accolto gran parte delle pretese di David Cameron, una strategia che Michael Menhart, il capo economista di Munich RE, una delle più grandi assicurazioni europee, giudica particolarmente pericolosa.

 

BREXIT REFERENDUM

Michael Menhart evidenzia come i referendum siano un’elezione convocata su un tema specifico, ma che spesso viene decisa da altri fattori, come l’andamento dell’economia o un determinato argomento molto sentito dall’opinione pubblica, come la crisi dei migranti in questo momento. Se l’apertura alle richieste di ogni singolo Stato membro diventerà la regola, l’Unione Europea rischierà di subire un processo di disgregazione delle sue regole. Un effetto di una strategia politica seguita da pressoché tutti i leader europei in questi anni, ovvero incolpare l’UE come una sorta di capro espiatorio per la maggior parte dei problemi interni. Le continue accuse ai burocrati di Bruxelles i hanno reso ormai un posizionamento minoritario l’europeismo che caratterizzava la retorica di molti capi di governo del recente passato. Una torsione che rende ancora meno probabile la cessione di sovranità che invece servirebbe per vincere le sfide della contemporaneità, come hanno mostrato le crisi dell’euro così come quella dei migranti. Il campione della lotta all’UE in questi ultimi anni, David Cameron, verrà premiato come nessun altro leader europeo, e se grazie a questo vincerà il referendum impedendo il Brexit il successo per l’UE potrebbe essere colto solo nell’immediato.

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