Brescia, cani chow chow “truccati” e spacciati da panda al Circo

di Redazione | 22/12/2014

Li avevano “truccati” di bianco e nero, spacciandoli per cuccioli di panda durante le esibizioni dell’Orfei Circus. Ma in realtà erano soltanto dei cani chow chow, ridicolizzati e maltrattati dai circensi.  Lo ha scoperto domenica il corpo forestale di Brescia, dopo una serie di segnalazioni del Partito protezione animali. Il proprietario è stato denunciato: l’ipotesi di reato, come spiega il Corriere della Sera, è quello di maltrattamento di animali, oltre che truffa ai danni degli spettatori.

ORFEI CIRCUS, CHOW CHOW “TRUCCATI” DA PANDA –  Come spiega il Giorno, erano stati alcuni animalisti a scoprire il maltrattamento a danno dei dei chow chow:

«Alcuni nostri iscritti, pagando il biglietto d’ingresso – sottolinea il presidente del Partito Protezione Animali Fabrizio Catelli – sono stati a vedere gli spettacoli. Un particolare ci è sembrato raccapricciante. All’ingresso del circo c’erano due animali che venivano presentati come cuccioli di panda. Il personale invitava le famiglie a scattare foto ai bambini in compagnia di quelle dolcissime palle di pelo. In realtà quando i nostri volontari si sono avvicinati si sono resi conto che quegli animali non avevano nulla a che fare con gli ursidi originari dell’Oriente. Si trattava, in realtà, di due cani di razza chow chow dipinti con i colori di un panda e cioè bianco e nero. Riteniamo inaccettabile che gli animali vengano ridicolizzati per l’altrui diletto e non da ultimo per motivi economici».

Nelle vesti di “investigatori” improvvisati, gli animalisti hanno così denunciato tutto alle autorità. Così, dopo un’operazione del corpo forestale, due esemplari di cani sono stati sequestrati.

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Già durante gli spettacoli, chi faceva notare le tracce di cipria sul pelo degli animali si sentiva rispondere come i cuccioli fossero incroci tra panda e chow chow. In realtà, non esiste in natura un incrocio tra le due specie. Per ora, gli animali sono stati lasciati nel circo, ma c’è «il divieto assoluto di protrarre le loro esibizioni».

(Photocredit: Screenshot Twitter/corriere.it)