«Cara Pinotti, è legale vendere bombe all’Arabia Saudita?»

Famiglia Cristiana attacca il ministro della Difesa per la vendita di armi italiane al governo dell’Arabia Saudita, da tempo impegnato in un’azione nello Yemen. L’articolo, comparso domenica sul sito della rivista e firmato da Stefano Pasta, comincia con il memento delle parole di Papa Francesco, che ha chiesto di pregare per le vittime degli attentati di Parigi.

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Il ministro della Difesa Roberta Pinotti (Foto: THIERRY CHARLIER/AFP/Getty Images)

BOMBE FATTE IN SARDEGNA E VENDUTE AI SAUDITI –

Famiglia Cristiana entra nella questione a gamba tesa:

E l’Italia cosa fa? Firma commesse, esporta armi, intasca petrodollari. L’ultima consegna è partita mercoledì scorso dall’aeroporto di Cagliari con destinazione Arabia Saudita. Contiene componenti di bombe prodotte negli stabilimenti Rwm Italia di Domusnovas, in provincia di Carbonia-Iglesias, controllata dal colosso tedesco Rheinmetall. Per l’invio, come prevede la legge, è stata necessaria l’autorizzazione del Governo di Roma.

«TUTTO REGOLARE» –

Si tratta, spiega Pasta, del terzo carico nei giro di sei mesi, destinato a supportare l’azione saudita nello Yemen:

È la terza spedizione di questa partita: il 2 maggio è partito un primo cargo via mare dal porto di Genova fino alla città saudita di Jeddah, mentre con quello del 29 ottobre, sempre decollato dallo scalo sardo, si è passati al trasporto aereo, più rapido. Agli sceicchi ora le bombe italiane servono in fretta: devono bombardare lo Yemen, nella guerra in corso da otto mesi che ha già provocato 5.700 morti, di cui almeno 830 tra donne e bambini, 20 mila feriti, oltre un milione di sfollati e 21 milioni di persone che necessitano di urgenti aiuti.

Il problema è che l’Arabia Saudita ha sì detto di aver annunciato il proprio intervento armato all’Onu ma dalle Nazioni Unite non avrebbe ricevuto alcuna autorizzazione.

Se la Farnesina ha scelto il silenzio, il ministro della Difesa Roberta Pinotti è intervenuta giovedì a margine di un convegno, spiegando: «È tutto regolare per quanto riguarda le autorizzazioni, il Governo italiano opera nel rispetto della legge».

Ma qualcuno non sarebbe d’accordo:

Non è vero, ribatte Francesco Vignarca della Rete Disarmo: «La Legge 185 del 1990 vieta espressamente le esportazioni di tutti i materiali militari e loro componenti verso i Paesi in stato di conflitto armato».

(Photocredit copertina: MOHAMMED HUWAIS/AFP/Getty Images)

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