Svelato il mistero: Beatrice Di Maio è la moglie di Brunetta

di Redazione | 24/11/2016

vino Brunetta

Svelato il mistero di Beatrice Di Maio, utente Twitter pochi giorni fa denunciata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti per diffamazione. Dietro quel nickname, seguitissimo da chi fa propaganda contro il Pd e il governo Renzi, si nascondeva Tommasa Giovannoni Ottaviani, detta Titti, la moglie di Renato Brunetta, che sul web si sarebbe fan del Movimento 5 Stelle per attaccare in incognito i rivali del marito.

 

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BEATRICE DI MAIO È TOMMASA GIOVANNONI OTTAVIANI, MOGLIE DI BRUNETTA

Titti Brunetta ha confessato di essere Beatrice Di Maio in un’intervista rilasciata a Franco Bechis per Libero precisando che il marito non era a conoscenza della sua attività sul web:

Beatrice di Maio, quale è il suo vero nome?

 

«Tommasa Giovannoni Ottaviani, donna e mamma di due ragazzi. Arredatrice di interni…».

 

Aggiungo io, Tommasa detta Titti. E il nuovo cognome che ha: Brunetta. Titti la moglie di Renato Brunetta…

 

(Risata) «Sì,ma lui non c’entra con questa storia. Non ha mai saputo nulla di quello che facevo. Ho deciso da sola dientrare su twitter, di usare ovviamente un nick name…».

 

…Di Maio, il cognome di Luigi Di Maio che molti militanti hanno adottato da tifosi…

 

«A dire il vero l’avevo scelto casualmente, e quando nell’aprile 2015 ho aperto il mio account twitter, non c’erano tanti Di Maio in giro. Ho usato quel cognome perché mi ricorda una persona cara».

 

Bene, adesso sappiamo chelei non era in cima a quella spectre messa in piedi da Beppe Grillo e dalla Casaleggio associati. Sono circolate evidentemente un po’ di sciocchezze. Lei è grillina?

 

«Ho le mie idee. Non sono una militante del Movimento 5 stelle, non conosco nessuno personalmente.Hofatto amicizia virtuale con tanti,ealtre persone che avevano idee simili. Quello che pensavo ho scritto, sempre con ironia. Molte volte si trattava di battute, di satira, con la libertà tipica della rete. Non ho giocato, ero io con il mio animo,lemie passioni politiche, il mio impegno civile e i miei rapporti di affettività. Io sono Bea e porto nel cuore questa esperienza…».

 

Lei la porta nel cuore, ma Lotti la porta in tribunale…

 

«Ho fatto una battuta sarcastica, paradossale. Se Lotti si è sentito offeso, mi dispiace e me ne scuso. Ho letto il suo appello, dott. Bechis, al presidente Matteo Renzi sulla libertà di satira, e la ringrazio.Come ringrazio Beppe Grillo per averlo condiviso sul suo blog. Grazie per la solidarietà che mi avete dato senza sapere chi fossi».

(Foto: ANSA / GUIDO MONTANI)