Il cervello “trasparente”

di Alessandra Cristofari | 11/04/2013

The New York Times racconta della scoperta rivoluzionaria in campo medico che permette di analizzare il cervello come se fosse trasparente. Ecco come funziona il metodo “Clarity”.

CLARITY – Da sempre il cervello è considerato la zona più misteriosa del corpo umano ma grazie alla scoperta di alcuni scienziati dell’Università di Stanford, California, è stato fatto un piccolo passo in avanti, come spiega The New York Times. Con ‘Clarity‘ si può esaminare un cervello nella sua profondità senza aver bisogno di sezionarlo e il metodo apre la strada alla possibile risoluzione, in futuro, di problemi legati ai disturbi mentali come la schizofrenia e l’autismo. Ecco come funziona.

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CERVELLO TRASPARENTE – Gli studiosi della Stanford hanno spiegato di aver iniziato esaminando il cervello di un topo e successivamente parte di un cervello umano. In pratica, quello che viene fatto è rendere la materia cerebrale trasparente in modo che la rete di neuroni possa essere evidenziata a colori in forma tridimensionale e non occorre utilizzare il bisturi. Clarity conserva la biochimica del cervello, tanto che i ricercatori possono effettuare più volte test con sostanze chimiche che servono a mettere in risalto le aree interessate. Il Dottor Thomas Insel, direttore del National Institute of Mental Healt, ha fornito parte dei finanziamenti per la ricerca e ha spiegato che è stato utilizzato “un cervello umano tenuto per anni nella formalina” e che questo “francamente, è spettacolare”Kwanghun Chung e il dottor Deisseroth sono gli autori principali del progetto hanno dichiarato: “È una delle cose più emozionanti mai fatte”.

HYDROGEL – Il cervello viene reso ‘trasparente’ attraverso una sostanza chiamata hydrogel, un liquido principalmente formato da acqua che elimina i grassi nel tessuto attraverso l’immersione in una soluzione e l’applicazione di una corrente elettrica. La parte più difficile dell’esame è stata trovare “la giusta temperatura”, Chung ha detto di aver “bruciato e sciolto più di un centinaio di cervelli cercando la soluzione perfetta per la giusta temperatura”. Il dottor Insel ha suggerito: “Tecniche come questa potrebbero darci un quadro più completo su quanto accade nel cervello umano e si potrebbe arrivare alla soluzione di problematiche come la schizofrenia, l’autismo, il disturbo post-traumatico, il disturbo bipolare ma anche la depressione”.

 

 

 

 

(Photo Credit/New York Times)