I giovani che si ammalano di sesso su internet

di Redazione | 16/11/2012

Occhio ai siti porno: potrebbero infatti provocare turbe della sfera intima, fantasie e impulsi ossessivo-compulsivi. Sembra che a rischio un giovane uomo su due, che abitualmente si imbambola davanti a siti pornografici. Circa il 60% dei ragazzi tra i 19 e i 25 anni avvicinati dal progetto di prevenzione andrologica Androlife (4.000 sull’intero territorio italiano), organizzato dalla Societa’ italiana di andrologia e medicina della sessualita’ (Siams), ha infatti dichiarato di essere fruitore costante di siti ‘hot’. I dati sono stati resi noti al X Convegno nazionale della Siams in corso a Lecce. Lo riporta l’AdnKronos.

ABITUDINI – L’abitudine diffusa fra i ragazzi varia da 2 volte al mese fino a piu’ volte alla settimana, con una permanenza media di 16 minuti davanti al monitor. Il gruppo di lavoro guidato da Carlo Foresta, direttore del Servizio per la Patologia della riproduzione umana dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, ha evidenziato che il 75% degli utilizzatori di portali con esplicite scene di sesso li trova stimolanti, il 14% e’ un’abitudinario visitatore di questi siti e il 3% denuncia gia’ una dipendenza. L’equipe padovana ha confrontato la sessualita’ reale di questi giovani fruitori di porno-siti con i non fruitori.

COMPORTAMENTI – Ne e’ emerso un comportamento sessuale diverso, nella vita reale, tra le due categorie. I non fruitori per l’83% hanno una normale attivita’ sotto le lenzuola, contro solo il 70% dei fruitori. Evidenti le differenze nel calo del desiderio (il 13% dei fruitori vs 1% degli altri), della precocita’ dell’orgasmo (13% dei porno-internauti vs 9%). Tra i piu’ assidui frequentatori emerge che il 20% dichiara attivita’ masturbatorie multiple anche nella stessa giornata. La dipendenza non e’ solo di tipo visivo, ma va ad assumere i connotati di dipendenza sessuale vera e propria, causata da una sessualita’ mediatica. I giovani che maggiormente frequentano siti internet hanno autoerotismo piu’ spinto, ma meno frequentemente cercano forme di sessualita’ reale.

SESSO E MEDIA – La sessualita’ ‘multimediale’ e le conseguenze comportamentali che possono derivare da questa nuova forma di relazioni intimi sono state studiate dal gruppo guidato da Foresta, che ha analizzato le conseguenze della frequentazione assidua di siti pornografici confrontando anche le abitudini di 2.000 adulti di eta’ compresa tra i 20 e 35 con quelle di circa 2.000 giovani 18enni. Risultato: i giovani sono piu’ a rischio di subire conseguenze della ‘navigazione a luci rosse’ sulla Rete.

ANALISI – Dall’analisi dei dati emerge infatti una differenza sostanziale delle modalita’ di comportamento tra gli adulti e i ragazzi. Negli adulti la ricerca della sessualita’ multimediale esprime un volontario e stimolante comportamento sessuale, mentre nei giovani 18 enni la frequentazione viene vissuta come routinaria e abituale raggiungendo nel 10% dei casi i tratti della dipendenza ossessiva. Nei giovani la frequentazione dei siti pornografici comporta una riduzione della ricerca della sessualita’ reale e un importante attivita’ di auto erotismo che in alcuni casi assume caratteristiche patologiche. Sia nei giovani che negli adulti l’eccessivo ricorso alla sessualita’ multimediale provoca, rispetto ai non fruitori, patologie della reazione sessuale nel 25% dei casi che si manifestano con anoressia sessuale, turbe dell’orgasmo, disfunzione erettile. (Fonte: AdnKronos)

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