Come si vive in un sottomarino nucleare

Come si vive per messi sotto il livello dell’acqua? Un giornalista del Guardian è salito a bordo di un sottomarino nucleare inglese per rivelare ogni aspetto segreto.

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L’INDAGINE – “Non ero mai stato in un sottomarino prima e soprattutto non ho mai vissuto in spazi così ristretti” ha rivelato Stephen Moss, inviato del Guardian. La compagnia nucleare britannica HMS Triumph si è distinta l’anno scorso in Libia per aver lanciato missili contro postazioni chiave di Gheddafi. Il giornalista ha incontrato il capitano del sottomarino Robert Dunn che gli ha raccontato il modo in cui ha fatto appassionare l’equipaggio alla causa militare contro l’ex dittatore libico.

LA FRATELLANZA – Moss ha intervistato i vari componenti dell’equipaggio riscontrando un senso di fratellanza: “Ognuno si fida ciecamente dell’altro”. E ancora: “Quando un uomo viene accettato e diventa un sommergibilista, gli viene dato un distintivo con due delfini e una corona, questo gli dà accesso a un club esclusivo fatto di 3.500 persone: il numero operativo nel Regno Unito”. “Chi indossa il distintivo ha la stessa formazione e un obiettivo comune” ha riferito il tenente Keillor: “Chi fa questo lavoro, lo desidera fortemente: serve molta forza di volontà nel posizionare se stessi all’interno di un ambiente così piccolo per mesi”.

LA STRUTTURA – Il sommergibile si divide in due sezioni: “la parte anteriore è quella in cui si dorme, si mangia, si fa la guerra e nell’altra metà c’è il tunnel che separa dai motori dove si trova il reattore nucleare. In sostanza – dice Moss – un equipaggio sottomarino è diviso in chi fa la guerra e in chi controlla il lavoro dei motori”. Gli ingegnere chiamano il reattore “il grande bollitore”: è quello che permette di attaccare rapidamente e averlo a bordo è una grande responsabilità.

IL RIPOSO – Come si passa il tempo libero a bordo? “C’è bisogno anche di tanta leggerezza e si scherza tra colleghi ma si dimentica presto cos’è il sonno: si lavora dodici ore al giorno e a causa del caldo i turni si fanno più brevi ma aumenta la frequenza”. E ancora: “Dormire in un sottomarino non è divertente, soltanto il capitano ha una cabina personale, tutti gli altri riposano in dormitori fetidi, caldi e angusti. Ci sono pochi letti e gli ufficiali a volte dormono nella brandina appena lasciata da un altro. Non ci si può spostare e mettersi seduti sul letto è impossibile. Anche gli armadi sono di piccole dimensioni e la stanza si condivide con l’attrezzatura da lavoro”. Come si sopravvive? “Si dorme (nel modo indicato), si legge o si guarda un film”. E in merito al sesso? “Si dice che quello accade nel mare, rimane nel mare”.

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(Photo Credit/The Guardian)

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