Il maestro che picchiava l’alunno “vivace”

di Dario Ferri | 13/07/2012

Sarà processato per maltrattamenti ad un alunno un insegnante precario di 33 anni dell’istituto comprensivo Faedo di Chiampo, in provincia di Vicenza. Il docente avrebbe più volte preso per i capelli e per il collo un allievo distratto e vivace.

 

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STRATTONAMENTI E LIBRI IN TESTA – La denuncia nei confronti del professore è scattata dopo che il bambino ha raccontato alla mamma le violenze subite. All’interno dell’aula sarebbe stata anche piazzata una telecamera. Ne parla Il Giornale di Vicenza in un articolo a firma di Alessandro Mognon:

Alunno iperattivo magari sì, ma quello che secondo lei faceva quel maestro a suo figlio proprio non c’entrava niente: la testa stretta fra le gambe sotto la cattedra, le tirate di capelli, le mani sul collo, le strattonate per le braccia e perfino preso a colpi di libro sulla testa. Per questo la madre di uno studente dell’istituto comprensivo Faedo di Chiampo ha denunciato quell’insegnante che nel 2010 aveva, per lei, maltrattava il ragazzino. E il giudice ieri ha deciso che per quei fatti Giancarlo Barberio, 33 anni, originario di Nocera Inferiore (Salerno) e maestro precario per alcuni mesi alle Faedo va processato.

IL PROCESSO – La madre del bambino maltrattato si è rivolta direttamente ai carabinieri. Continua Mognon sul Giornale di Vicenza:

L’udienza è stata fissata per il 16 ottobre del 2013. Il ragazzino, che allora aveva 8 anni, soffriva di quello che tecnicamente viene chiamato “disturbo dell’attività e dell’attenzione”. Insomma il classico bambino troppo vivace che a volte può creare problemi dentro un’aula e durante le lezioni. Quella madre di Chiampo però si sente raccontare dal figlio di quelle reazioni del maestro troppo violente: lo spinge sotto la cattedra e gli tiene la testa fra le gambe, gli tira i capelli, lo prende per il collo e per le braccia, lo colpisce con un libro sulla testa. E lei neanche va dalla preside: si presenta dalla polizia e denuncia tutto. Partono le indagini, vengono sentiti insegnanti, genitori dei compagni di classe, la stessa preside Fiorella Menti. Viene anche nascosta una videocamera per registrare le lezioni di Barberio. E si arriva al rinvio a giudizio.

LA DIFESA – Il legale dell’insegnante respinge le accuse:

Il suo avvocato, Alessandro Volpe, si dice perplesso: «Quelle accuse non sono vere, c’è solo la denuncia della madre che ha sentito i racconti del figlio. Non è stata nemmeno fatta l’audizione protetta del minore. È un processo basato sulle sue parole, che cita addirittura quello che avrebbero visto altri bambini. E non c’è alcuna perizia. A me poi risulta che quei controlli audiovisivi non hanno dato alcun risultato». Ora sia il ragazzino che il maestro (era precario) se ne sono andati: il bambino perché la mamma lo voleva in una scuola più vicina a casa, Barberio ha cambiato scuola. Resta anche da stabilire il numero di episodi di cui è accusato l’insegnante; due secondo l’avvocato, di più per l’accusa. Comunque siano andate le cose, tutto si deciderà tra più di un anno alla prima udienza.

 

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