Sara Tommasi, il porno che uccide (Recensione)

Una volta i maestri avevano compiti delicati tipo insegnare “com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”: quello di Sara Tommasi precisamente quando avrà abbandonato le armi? Chi lo sa.

IL DEBUTTO – Eccoci quindi al debutto erotico della show-girl. L’assenza di una trama, per il genere, non sorprende ma “l’attrice” sembra un pesce fuor d’acqua che sbatte la coda sul bagnasciuga chiedendo pietà. Una situazione che rende facile allo spettatore immedesimarsi. Il film, se proprio così dobbiamo chiamarlo, è un ammasso di cellulosa  informe che si divide in varie fasi. La protagonista ha una parrucca e si presenta: “Ciao sono Sara Tommasi e ciuccio bene i vasi”: non siamo in un vivaio ma in un interno non ben definito. Giusto il tempo di notare la depilazione frammentaria, che inizia la noia di un drammatico moto ondulatorio: è il momento del fallo, è il momento del sonno. Per non farci addormentare, l’attrice cambia più volte parrucca nel tentativo lynchiano di catapultare lo spettatore in Mulholland Drive e, anche se nessuna banda suona, non c’è scambio di identità solo un allarmante “Sara contro Sara”. Dopo la visione a 360° del vibratore, arriva l’amica bionda e ne apprezziamo l’inutilità: amore saffico? C’era più sensualità all’interno di “Il padre delle spose” trasmesso su Raiuno in prima serata, dove Rosanna Banfi nemmeno sfiora la compagna, che in 10 minuti di palpate deprimenti: è evidente che il regista non abbia visto nemmeno il trailer di “The L Word”.

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TORTURA – Nella fase tre, arriva Ezechiele: il lupo che aggredisce la nostra Cappuccetto Rosso all’interno di un sexy shop, il resto ve lo lascio immaginare. Il regista dopo aver usato vibratore, saffismo e sesso a due che cosa poteva fare se non coinvolgerla in un’orgia? La trama è conclusa, il film è fatto: che cosa dire della prima performance? Sara Tommasi muove lo sguardo agitato e lo lancia nel vuoto forse sperando che torni pieno di qualcosa, qualsiasi cosa. Cede a ogni tipo di richiesta e si impegna, a volte fissando l’obbiettivo, altre volte guardando solo nel vuoto. Dalla libertà al nulla, dall’improvvisazione alla robotica, dalla laurea in economia a un film inguardabile: ecco l’escalation di una donna che nemmeno Selvaggia Lucarelli può più redimere. Quello che si può vedere in rete è il tranello in cui è caduta una donna, che evidentemente non sta bene, per un prodotto che avrebbe senso solo in Arancia Meccanica: se somministrato come tortura ad Alex.

 

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