La Lega punta a Riace, e Mimmo Lucano si candida al consiglio comunale

di Gaia Mellone | 14/04/2019

La Lega punta a Riace, e Mimmo Lucano si candida al consiglio comunale
  • Il 26 maggio le elezioni nel paese calabrese

  • Mimmo Lucano non può ricandidarsi a sindaco, e sostiene una delle tre liste civiche

  • Il candidato Lega svela l'interesse strategico di Matteo Salvini

Il prossimo polo da conquistare per la Lega è Riace. Ottenere il paesino calabrese, diventato un simbolo di integrazione e che resiste nonostante le vicende giudiziarie del suo “sindaco sospeso” Mimmo Lucano, è il prossimo obiettivo di Matteo Salvini, come svela il suo candidato. Ma dovrà affrontare Forza Italia e la lista che difende il “modello Riace”.

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La Lega punta a Riace: «Occasione d’oro»

Tre sono i candidati che ambiscono al posto lasciato da Domenico Lucano. Uno è Maurizio Cimino, l’ex avvocato che proprio Lucano aveva fatto allontanare dalla sua giunta e che oggi trova il sostegno di Forza Italia. Il candidato che però la Lega sta tenendo d’occhio è però Antonio Trifoli, che non si dichiara leghista in toto-  «non sono iscritto ne tesserato» – ma simpatizzante con Salvini che «affronta i problemi di petto». Nella sua lista, i tesserati Lega sono tre, tra cui Claudio Falchi, deciso a dissolvere la simbologia legata al “modello Riace” che definisce «un’istigazione a condotte non proprio legali». «Riace non ha bisogno di immigrazione ma di meno tasse e sicurezza» dichiara Falchi, riproponendo in pieno i classici slogan del leader del partito Matteo Salvini che, svela proprio Falchi a Il Fatto Quotidiano, «verrà a Riace perché è un paese su cui gli occhi sono puntati». «Conquistare Riace – ammette candidamente – per la Lega sarebbe veramente l’occasione d’oro per far capire all’Italia intera che un paese non si sviluppa con i falsi idealismi dei benpensanti e dei radical chic».

Mimmo Lucano difende il suo paese e il suo modello: «Riace resiste»

Mimmo Lucano però non ci sta, e ribadisce che «Riace resiste», sopratutto a «l’onda nera di un partito sovranità e populista». Lui non potrà ricandidarsi a sindaco, ma punta a un ruolo nel consiglio comunale, mentre sostiene la lista dell’ex assessore ai lavori pubblici della sua giunta, Maria Spanò. «La politica non è solo un sondaggio» continua Lucano rivolgendosi alla Lega e smontando la loro prospettiva di ripetere il successo nazionale.

(Credits immagine di copertina: Domenico Lucano Matteo Nardone/Pacific Press via ZUMA Wire ; Matteo Salvini ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

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