Brexit, respinto il nuovo accordo: domani il voto sul No-Deal

di Gaia Mellone | 12/03/2019

Brexit, Theresa May
  • Il nuovo testo bocciato: 391 i no contro i 242 voti a favore 

  • Theresa May si dice «molto dispiaciuta» mentre Jeremy Corbyn invoca ancora le elezioni anticipate

  • Mercoledì il voto sul No-Deal: in caso di bocciatura, si voterà per la proroga dell'art.50

Theresa May non ce l’ha fatta, di nuovo: anche il nuovo accordo, stretto in extremis con Jean Claude Juncker alla vigilia del voto, è stato bocciato. I no sono stati 391 i sì 242.

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Brexit, bocciato anche il nuovo accordo

Il nuovo accordo è troppo simile al precedente. «Non contiene alcun cambiamento sostanziale» aveva dichiarato poche ore prima del voto il leader del partito labursita Jeremy Corbyn, Il Parlamento voleva garanzie più forti sul Backstop, e quelle strette con la Commissione Europea non sono state sufficienti. Come annunciato, le opposizioni hanno fatto un fronte coeso: il Partito Laburista, lo scozzese SNP, l’Independent Group, i LibDem, i gallesi di Plaid Cymru e i Verdi, si sono espressi contrari, e hanno riempito il corridoio del “no”. «L’accordo del governo è morto» ha detto Corbyn commentando l’esito del voto e tornando a chiedere «elezioni politiche» anticipate. Corbyn ha anche accusato il primo ministro di aver sprecato tempo deliberatamente, sperando di mettere il Parlamento nell’angolo. Il leader laburista ha anche dichiarato l’intenzione diripresentare il suo piano B.

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Brexit, e adesso?

Dopo la bocciatura dell’accordo, il Parlamento britannico dovrà votare per l’uscita dall’Unione Europea senza accordo: il famigerato No-Deal. Se, come è previsto, anche questa votazione si trasformerà in una sonora bocciatura, Westminster dovrà esprimersi giovedì 13 marzo sulla proroga dell’Articolo 50, che farebbe slittare in avanti la Brexit ora prevista per il 29 marzo. Una soluzione che, secondo quanto sostenuto da Theresa May dopo il voto, non porterà a nulla. «Mi spiace profondamente, domani si voterà sull’uscita del Regno Unito dall’Europa senza accordo» ha dichiarato la premier, aggiungendo che lascerà il partito Tory libero di votare in merito alla mozione “si” o “no” per il no-deal, e sottolineando la sua contrarietà all’uscita senza accordo ha dichiarato di essere convinta dell’esistenza di «una maggioranza a favore di un accordo».

(Credits immagine di copertina: House of Commons/PA via AP)

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