Miriana Trevisan conferma tutto su Salvini: «Non mi piace, è un signorotto»

di Redazione | 11/03/2019

Miriana Trevisan
  • Miriana Trevisan era uno dei poster nella cameretta del giovane Salvini

  • In passato si era detta schifata da questa circostanza

  • Ora, all'indomani del compleanno del ministro dell'Interno, ha confermato tutto

Dice e non dice Miriana Trevisan nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera all’indomani delle dichiarazioni di Matteo Salvini nel giorno del suo compleanno. Il leader della Lega ha affermato che da giovane, in camera, aveva tre poster: quello di Franco Baresi, quello di Umberto Bossi e quello di Miriana Trevisan, appunto, showgirl di successo resa celebre dalla sua collaborazione con Mike Bongiorno all’inizio degli anni Novanta.

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Miriana Trevisan ribadisce di non essere interessata a Salvini

Tuttavia, lei si era detta in passato «schifata» da questo accostamento e oggi, a distanza di diverso tempo, conferma tutto: «Non ho nulla da aggiungere. Non apprezzo le persone che istigano alla violenza e lui fa una propaganda troppo forte. Mi fa sorridere che molte donne considerino Salvini un bell’uomo. Secondo me è un signorotto. Simpatico, certo. L’ho incontrato ad alcune feste e ci siamo al massimo salutati. Non mi ha fatto alcun complimento». La showgirl non ha voluto commentare nemmeno la relazione tra il ministro dell’Interno e la sua collega Elisa Isoardi.

Poi, sempre nel corso dell’intervista, ha voluto giocare con le parole, facendo una battuta subito ritirata. «Comunque del fatto che lui sia ministro non faccio di tutta l’erba un fascio…ci sta proprio questa parola, non trova?». Incalzata da Candida Morvillo sull’utilizzo della parola ‘fascio’ specifica: «Non mi permetterei mai, però non apprezzo le persone che istigano alla violenza».

La lontananza ideologica tra Miriana Trevisan e Matteo Salvini

Miriana Trevisan ha affermato di essere apolitica e di non rispondere a uno schieramento preciso. Ultimamente si è unita in una relazione con l’attore e scrittore Giulio Cavalli, quanto di più lontano dall’ideologia politica di Matteo Salvini. Cavalli, infatti, scrive per diverse testate di sinistra – tra cui Left e Il Manifesto – e ha militato, per un periodo di tempo, all’interno di Possibile, la formazione fondata da Giuseppe Civati.