Un assistente della sottosegretaria M5S Castelli è accusato di estorsione a Chiara Appendino

di Redazione | 02/02/2019

appendino
  • Luca Pasquaretta, un assistente della sottosegretaria M5S Laura Castelli è accusato di estorsione ai danni di Chiara Appendino

  • L'ex portavoce della sindaca di Torino avrebbe chiesto un impiego minacciando rivelazioni compromettenti

  • È indagato anche per turbativa d'asta e traffico di influenze illecite

Un assistente della sottosegretaria M5S Laura Castelliex portavoce della sindaca di Torino Chiara Appendino, è accusato di estorsione ai danni della prima cittadina del capoluogo piemontese. Luca Pasquaretta, dopo la sua uscita da Palazzo Civico per un’inchiesta su una falsa consulenza, avrebbe compiuto un ricatto per ottenere un posto di lavoro. Per ottenere un vantaggio, si vocifera di un impiego in un ministero «grillino», l’ex braccio destro della Appendino avrebbe minacciato compromettenti rivelazioni.

M5S, ex portavoce indagato per estorsione alla sindaca Appendino

Come raccontato da Repubblica Torino (articolo di Ottavia Giustetti) i carabinieri su ordine della procura di Torino hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione di Pasquaretta sequestrando computer e cellulare. L’ex portavoce della Appendino è indagato per estorsione, traffico di influenze illecite e turbativa d’asta. I fatti contestati risalgono ad un periodo successivo all’addio a Palazzo di Città perché travolto dallo scandalo di una consulenza da 5mila euro relativo a una consulenza inesistente alla Fondazione del Salone del Libro.

L’estorsione alla sindaca sarebbe spuntata in una seconda fase dell’inchiesta. Pasquaretta avrebbe ricattato Appendino, che ora è parte lesa, minacciando le rivelazioni compromettenti se non l’avesse aiutato a trovare un incarico. I militari dell’Arma ora vogliono capire se l’estorsione sia andata a buon fine. Dopo l’esperienza torinese Pasquaretta è approdato a Roma, con il ruolo di assistente della sottosegretaria all’Economia, e da anni esponente di primo piano del Movimento 5 Stelle, Laura Castelli, che tra l’altro è stata appena rinviata a giudizio con altre 18 persone per le offese via Facebook, diffamazione aggravata, all’ex sindaco Piero Fassino.

La Stampa (articolo di Irene Famà) spiega che il reato di turbativa d’asta sarebbe stato commesso da Pasquaretta in Basilicata, il traffico di influenze illecite invece a Torino. Per quanto riguarda la presunta estorsione alla Appendino ieri pomeriggio un pubblico ministero, Gianfranco Colace, ha interrogato per più di cinque ore l’assessore al commercio Alberto Sacco. Che sulla vicenda ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione.

Aggiornamento:

La sottosegretaria Castelli: «Interrompo la collaborazione»

Castelli in una nota ha annunciato l’interruzione del rapporto di collaborazione con Pasquaretta. «A seguito dell’inchiesta che coinvolge Luca Pasquaretta e le accuse a lui rivolte, ritengo – ha detto la sottosegretaria all’Economia – sia necessario interrompere immediatamente il nostro rapporto di collaborazione. La magistratura farà il suo corso, e ribadisco rispetto e fiducia per il lavoro che svolgono i magistrati».

La difesa: «Non ho mai ricattato, chiarirò tutto»

«Non ho mai ricattato Chiara Appendino. È tutto un equivoco che chiarirò nelle sedi opportune», ha dichiarato intanto Pasquaretta sull’inchiesta. E ancora: «Ho massimo rispetto e fiducia nel lavoro dei magistrati». «Vorrei ricordare – ha concluso l’ex portavoce della sindaca di Torino – che siamo tutti innocenti fino a prova contraria».

(Foto di copertina da archivio Ansa: la sindaca di Torino Chiara Appendino. Credit immagine: ANSA / ALESSANDRO DI MEO)