L’Italia non riconosce Juan Guaidò, il M5S: «È il principio di non ingerenza»

di Gaia Mellone | 31/01/2019

  • L'Europarlamento ha riconosciuto Juan Guaidò come presidente legittimo ad interim

  • Antonio Tajani: «Facciano lo stesso i paesi membri e l'Alto rappresentante dell'Ue»

  • Il Movimento 5 stelle: «Non possiamo intervenire nelle dinamiche interne di un altro paese»

Juan Guaidò è stato riconosciuto dal Parlamento dell’Unione Europea come presidente legittimo ad interim del Venezuela con 439 voti a favore, 104 contrari e 88 astensioni. Tra quegli astenuti, ci sono gli eurodeputati M5S e leghisti e 5 del Partito Democratico.

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L’Italia non riconosce Juan Guaidò, ma il Parlamento Europeo sì

Antonio Tajani aveva aperto la seduta invitando l’Europa ad essere «dalla parte della libertà del popolo venezuelano». «Il Parlamento europeo è la prima istituzione Ue a farlo. Chiediamo a tutti gli Stati membri e all’Alto rappresentante dell’Ue di fare subito lo stesso per tenere una posizione unica e forte» ha aggiunto il presidente dell’Europarlamento. Un invito che è stato raccolto all’interno della miniplenaria: la risoluzione è infatti passata con 439 voti a favore. Ma non è stato grazie all’ìItalia che anzi, ha preso una posizione controcorrente rispetto ai paesi membri dell’Unione: «Si tratta di un atto politico che rischia di destabilizzare e far precipitare la crisi venezuelana, rendendo più difficile il dialogo e una soluzione negoziale».  L’eurodeputata dem Simona Bonafè ha puntato il dito contro gli eurodeputati o del governo giallo-verde, attaccandoli di perdere «l’occasione di schierarsi contro il dittatore Maduro», ma anche il Partito Democratico non si è mostrato compatto al voto. Il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, (M5s) durante un’intervista a Tv2000 spiega che «siamo totalmente contrari al fatto che un Paese o un insieme di Paesi terzi possano determinare le politiche interne di un altro Paese. Si chiama principio di non ingerenza ed è riconosciuto dalle Nazioni Unite». Una decisione che vuole evitare «una nuova guerra in Venezuela» e di ripetere gli errori commessi in Libia. Lo stesso parallelismo lo aveva fatto sui social network Alessandro Di Battista, che ha commentato il risultato di oggi sollecitando l’Italia a sposare «la linea del dialogo tra governo e opposizioni promossa da Messico e Uruguay».

L’Italia non riconosce Juan Guaidò, Mogherini: «Creeremo un gruppo per accompagnare il percorso  democratico venezuelano»

A nome dell’Ue, Federica Mogherini aveva già dichiarato il 26 gennaio il pieno sostegno all’Assemblea nazionale, e aveva chiesto con urgenza un immediato  svolgimento di elezioni presidenziali libere, trasparenti e credibili. Oggi, dopo il riconoscimento da parte del Parlamento Europeo, il vertice dei ministri degli Esteri Ue ha annunciato da Bucarest la creazione di un «gruppo di contatto» per accompagnare il processo democratico del Venezuela. Federica Mogherini ha anche aggiunto che il gruppo verrà coordinato dall’Ue e sottoposto ad una revisione dopo 90 giorni. E l’Italia dovrebbe, in teoria, far parte del gruppo. 

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