Bbc troppo rosa: la polemica sollevata da Jeremy Clarkson

di Gaia Mellone | 09/01/2019

  • Jeremy Clarkson denuncia una caccia agli stregoni dell'emittente britannica: «Chi ha uno scroto non può lavorare lì»

  • La polemica è stata sollevata dopo la nomina di Fiona Bruce alla conduzione del programma politico Question Time

  • Lo scorso anno l'emittente era stata travolta dallo scandalo della non equità salariale tra dipendenti maschi e femmine

Nuova era per la Bbc: le punte di diamante sono tutte rosa. E ai maschietti, questo proprio non va giù. A scatenare la polemica è stato Jeremy Clarkson, l’ex presentatore del popolare programma Top Gear che andava in onda su Bbc 2 e adesso passato ad Amazon Prime. Quando gli è stato chiesto il motivo per cui molti giornalisti stanno lasciando l’emittente, l’ultimo è David Attenborough che è passato a Netflix, il conduttore 58enne ha detto: «Chiunque abbia uno scroto, se la può scordare. Semplicemente non danno più lavoro ai maschi». Ad onor di cronaca, Clarkson ha lasciato la Bbc nel 2015, quando venne licenziato per aggressioni fisiche e verbali «prolungati e di natura estrema» che avevano portato in ospedale uno dei produttori del programma Oisin Tymon.

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Bbc non è «un posto per uomini», la polemica di Jeremy Clarkson

Ad accendere la miccia è stata la nomina della giornalista di punta del telegiornale dell’emittente britannica Fiona Bruce, che si è conquistata la conduzione del programma politico Question Time, che in 40 anni è sempre stata prerogativa maschile. In lizza c’erano ben quattro donne e un solo uomo, Nick Robinson. Per il giornalista politico non è stata una sorpresa: «Non mi sarei mai aspettato di ottenere il posto» aveva detto commentando la nomina della collega. Clarkson ha speso parole anche sulla sconfitta dell’unico maschio in corsa: «Povero vecchio Nick che è andato al colloquio» ha detto, definendolo «uno spreco di tempo, non aveva nessuna chance di farcela». Secondo Clarkson, è un’estremizzazione del “Politically correct”: «Ci sono state molte discussioni sul fatto che per un lungo periodo sia stato tutto dominato dagli uomini» ha dichiarato, «quindi cosa c’è di sbagliato nel fatto che siano tutte sole donne per qualche tempo? Ho capito. Va bene». Boccone amaro? sicuramente sì, ma c’è una soluzione per tutto: «Noi, come uomini, dobbiamo accettare di averlo avuto. Andiamocene al bar» ha chiosato il conduttore. La vittoria rosa al programma di tribuna politica non è un caso isolato negli studi della British Broadcasting Corporation: anche il popolare show radiofonico Radio 2 avrà al timone una donna, Zoe Ball, e anche il programma musicale di Radio 1 The Rap Show per la prima volta ha una conduttrice, Tiffany Calver.

«Finita l’era del maschio bianco di mezza età»: il cambio di rotta inglese non è solo nella Bbc

Il monopolio maschile è storia vecchia. La Bbc aveva cambiato atteggiamento verso le dipendenti già lo scorso anno, quando emerse una scandalosa differenza salariale tra maschi e femmine. La risposta immediata fu quella di tagliare alcuni stipendi stellari degli anchorman e aumentare quelli delle giornaliste. Cassian Harrison, il direttore di Bbc Four lo disse chiaro e tondo: l’epoca del «maschio bianco di mezza età» che «sta su una collina e ti spiega le cose» si era conclusa, una volta per tutte. Del resto, il Regno Unito è molto sensibile alla tematica del  gender gap, anche nel mondo della politica. Il governo è guidato da Theresa May, la vicina Scozia è invece guidata fieramente da Nicola Sturgeon e anche il Dup, partito unionista irlandese, ha come punta di diamante una donna, Arlene Foster. Tanto che persino il partito laburista di Jeremy Corbyn sta valutando una successione femminile. Se il 2018 è stato l’anno del #metoo, forse il 2019 sarà quello della ribellione maschile. Perché l’uguaglianza di genere passa anche dalla parità di lamentele.

(credits immagine: © Future-Image via ZUMA Press)

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