Manovra, le critiche a Fico per «la faziosità con cui gestisce l’Aula»

di Gianmichele Laino | 28/12/2018

Roberto Fico
  • Le opposizioni chiedono un voto procedurale, ma Fico tentenna

  • C'era il rischio che la maggioranza andasse sotto

  • Accuse dal Pd e dalle altre minoranze, che disertano la capigruppo

Le minoranze chiedono un voto procedurale. Di fronte al vuoto dei banchi del Movimento 5 Stelle, il presidente della Camera Roberto Fico dapprima prende tempo e poi sospende la seduta per evitare che la maggioranza venga battuta in aula. Pioggia di critiche sull’esponente del M5S che sta gestendo una complicatissima discussione di una manovra che è arrivata in sede di votazione senza una concreta possibilità di analisi in commissione, per i tempi strettissimi entro cui deve essere approvata.

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Roberto Fico e le accuse delle opposizioni

Amaro il commento dell’esponente del Partito Democratico Ivan Scalfarotto: «Tutti quelli che pensano che Roberto Fico sia uno dei guru della sinistra, uno di quelli con cui il Pd dovrebbe aprire un dialogo, dovrebbe godere dello spettacolo scandaloso della sua presidenza dell’aula di Montecitorio questa mattina».

Sotto accusa la sua presunta faziosità nel modo di gestire l’Aula: per evitare che il governo venga battuto, infatti, Fico ha provato a sospendere la seduta e a convocare una capigruppo. Ma le opposizioni l’hanno disertata come gesto di protesta nei confronti del suo modo di gestire la discussione alla Camera.

Il ricorso alla Corte Costituzionale del Pd sulla manovra

A breve, invece, il Partito Democratico si presenterà compatto in conferenza stampa per chiedere un ricorso alla Corte costituzionale contro la legge di bilancio: secondo gli esponenti dem, infatti, non ci sono le condizioni per il regolare svolgimento dell’iter di approvazione di una delle leggi più importanti dello Stato. I tempi contingentati, infatti, sono stati all’origine di una scarsissima discussione in Parlamento, dove invece la legge dovrebbe essere discussa, emendata, approvata. Una situazione che non si è verificata a causa della fiducia posta sulla legge al Senato, con lo stesso refrain che si ripeterà alla Camera.

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI