A Venezia c’è una gondola fascista

di Gaia Mellone | 07/12/2018

  • La gondola in questione appartiene al gondoliere Roberto Siebessi

  • Dopo le polemiche sollevate sui social network, la gondola è stata rimossa

  • Immediata la condanna dell'associazione Gondolieri e dell'Anpi

La foto era stata postata all’interno di un gruppo chiuso su Facebook più di un mese fa, ma l’immagine della gondola fascista è diventata virale in questi giorni. Tanto che il gondoliere l’ha rimossa, ma ormai era troppo tardi.

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Gondola fascista, l’immagine diventa virale

La gondola in questione appartiene a Roberto Siebessi, un gondoliere che pare non abbia mai fatto segreto delle sue opinioni politiche. Se però manifestare le proprie ideologie può essere perdonato, addobbare la gondola con i simboli del Fascismo non si può. Siebessi ha posto due cuscini di velluto nero con il profilo di Benito Mussolini e il fascio littorio ricamati in oro, e sopra di loro l’effige in legno della  Flottiglia MAS. Il proprietario della gondola l’aveva postata orgogliosamente in un gruppo privato lo scorso mese, ma ora risulta rimossa. Era stata segnalata prontamente al presidente dei Gondolieri, Andrea Balbi che è intervenuto ordinando al gondoliere di far sparire i simboli. «È un fatto gravissimo quanto accaduto perché la gondola nei secoli non ha mai avuto colore politico» ha dichiarato Balbi condannando l’addobbo fascista. La foto però ha continuato a circolare su internet diventando virale, e scadendo accese polemiche: chi invoca a gran voce che la gondola venga bruciata, e chi fa dell’ironia dicendo «e la gondola di Junio Valerio Borghese».

Gondola Fascista, l’Anpi: «Non sono goliardate da fare»

Al coro di condanna unanime si sono uniti anche l’Associazione nazionale partigiani italiani di Venezia e l’Istituto veneziano per la storia della Resistenza. «Non sono goliardate ma sono modi di far apparire normali all’opinione pubblica ciò che invece è anomalia» ha dichiarato Gian Luigi Placella dell’Anpi, aggiungendo che « sono cose che non vanno minimizzate e le istituzioni di fronte a questi fatti devono prendere posizione. Inoltre l’Italia ha una Costituzione permeata da principi antifascisti, essere autori di tali fatti vuol dire non riconoscersi più nei valori della Repubblica».

(Credits immagine: tweet di Piero Pasini)