Bambina nasce cianotica, in arresto cardiaco e in ipossia. I genitori volevano per forza partorire in casa

di Enzo Boldi | 03/12/2018

Posizione podalica, parto cesareo
  • In Trentino due genitori hanno voluto, per forza, far nascere la loro figlia in casa

  • Il feto era in posizione podalica e necessitava di un parto cesareo

  • La piccola, a causa delle scelte di padre e madre, è nata in ipossia e in arresto cardiaco

I peccati dei genitori ricadono sui figli. Una sintesi, fredda e cinica, di quanto accaduto in Trentino Alto Adige dove un padre e una madre erano fortemente convinti – e inamovibili – di voler far nascere la propria bimba nella loro casa, senza recarsi in una struttura ospedaliera o in una clinica. Una scelta che sembrerebbe essere legittima, se non per il fatto che la piccola fosse in posizione podalica. Il tutto avrebbe dovuto escludere il parto vaginale, optando per un più sicuro cesareo. Ma ciò non è avvenuto e la loro figlia è nata cianotica, in ipossia cerebrale e in arresto cardiaco. Ora i genitori sono indagati per lesioni personali gravissime insieme alle due ostetriche.

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A volte le proprie convinzioni personali possono essere fallaci e in nome della salute di un figlio – piccolo e indifeso per definizione – bisognerebbe aver il coraggio di metterle da parte. Ma tutto ciò non è avvenuto nel settembre 2017, epoca a cui risale questa triste vicenda, quando i due genitori hanno preferito non seguire i consigli dei medici e optare per un parto in casa. A ricostruire la vicenda è il quotidiano L’Adige, che racconta come padre e madre della bimba fossero stati informati da una ginecologa dei rischi a cui andavano incontro con il feto in posizione podalica (con la testa in alto e i piedi in basso).

La donna ha partorito in casa nonostante la posizione podalica del feto

Ma nulla è riuscito a scalfire le loro convinzioni. Il parto in posizione podalica, infatti, mette a serio rischio la salute del neonato e – per questo motivo – si procede sempre con il taglio cesareo per evitare di provocare sofferenze (a livello cardiorespiratorio) al nascituro. E, infatti, la ginecologa aveva già programmato per la donna un ricovero per il 28 settembre per procedere con il parto cesareo. Poi la rottura del sacco amniotico durante la notte del 26 settembre e l’inizio del travaglio intorno alle 23.30 del giorno stesso, fino ad arrivare alla nascita alle ore 7 del 27 settembre.

La neonata porta su di sé tutti i segni delle scelte dei propri genitori

I carabinieri del Nas, seguendo questa linea temporale, hanno di fatto riscontrato tutti gli elementi che avrebbero permesso alla donna di farsi ricoverare in ospedale per procedere con il parto più sicuro per la salute (e per la vita) della propria bambina. Tempistiche che, però, non hanno smosso i due genitori trentini a fare la scelta giusta, rivolgendosi a due ostetriche di una clinica privata che hanno aiutato la donna a partorire in casa e senza cesareo. Ora, a pagare le conseguenza di questa scelta, è la bimba che si porterà dietro per tutta la vita gli effetti di una nascita in ipossia, in arresto cardiaco e cianotica.

(foto di copertina: Hani Al-Ansi/dpa)

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