Il M5S diffonde a scoppio ritardato la notizia della «condanna» di Calabresi e Jacoboni

14/11/2018 di Redazione

Oggi, il Movimento 5 Stelle ha pubblicato il secondo capitolo del suo «approfondimento» sulla libertà di stampa. E ha voluto mettere nel mirino l’attuale direttore di Repubblica Mario Calabresi e il giornalista de La Stampa Jacopo Iacoboni. Peccato che la tempistica sia completamente sballata e che nel post sul Blog delle Stelle ci siano alcune imperfezioni. Condite dai soliti attacchi ai giornalisti «sgraditi», sempre in nome della presunta libertà di stampa.

Condanna Calabresi e Iacoboni, ecco la versione del M5S

La vicenda in questione riguarda Silvia Virgulti, nello staff della comunicazione del Movimento 5 Stelle. Il blog spiega così la vicenda. Silvia Virgulti «veniva falsamente accusata di cinismo, di aver millantato titoli di studio “di cui non si ha traccia” e, più in generale, di prendere decisioni politiche e di aver favorito le nomine di alcuni suoi amici all’interno del MoVimento stesso». Per questo motivo, sempre secondo il blog, «il tempo le ha dato ragione: dopo 3 anni, La Stampa e Iacoboni sono stati giudicati colpevoli di avere diffamato Silvia, alla quale sono stati condannati a risarcire i danni e a rifonderle le spese legali che ha dovuto sostenere». Iacoboni come autore dell’articolo e Calabresi come direttore (all’epoca lo era) de La Stampa.

Inoltre, l’articolo chiedeva delle scuse ufficiali – pur tuttavia ricordando che non sono obbligatorie, né emergono in qualche punto della sentenza – da Calabresi e Iacoboni che di solito sono «molto attivi sui social network».

La replica di Iacoboni e i sospetti sulla tempistica della diffusione della notizia

Immediata la replica del giornalista de La Stampa che ha precisato alcuni punti rispetto alla notizia faziosa diffusa dal Movimento 5 Stelle. Innanzitutto, ha messo in discussione la tempistica della diffusione di questo articolo, dal momento che la decisione del tribunale è arrivata lo scorso giugno. Poi, ha voluto ricordare che si è trattato di un provvedimento civile e che non c’è stata nessuna querela o condanna penale per diffamazione. Infine, Iacoboni ha ricordato le motivazioni che lo hanno spinto a pubblicare quell’articolo.

«Si trattava di una scheda comunicativa inviata ai deputati M5S dalla comunicazione ufficiale del M5S alla Camera. Scheda che io criticavo, ritenendola cinica – scrive Iacoboni su Twitter -. Ho fornito come prova documentale la mail, inoltrata ai deputati e firmata da Silvia Virgulti, contenente in allegato la scheda. Il Giudice ha ritenuto non sufficientemente provato il fatto che sia stata lei a compilare la scheda». Tuttavia, Iacoboni avrebbe potuto dimostrarlo rivelando la sua fonte, cosa che non ha fatto per deontologia professionale. Dopo la sentenza civile, la controversia è stata regolata tra le parti, come ricorda lo stesso giornalista de La Stampa.

FOTO: screenshot dal Blog delle Stelle

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