Dopo il fascistometro di Michela Murgia, ecco a voi il ladrometro di Marco Travaglio

di Redazione | 03/11/2018

Marco Travaglio
  • Il direttore del Fatto Quotidiano ha scritto un editoriale sul decreto "Spazzacorrotti"

  • Marco Travaglio ha duramente criticato l'opposizione della Lega

  • Travaglio ha scritto che questo decreto legge sarebbe la misura più efficace degli ultimi 20 anni di governo

Il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio ha dedicato un lungo editoriale sul decreto legge “Spazzacorrotti” presentato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

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Marco Travaglio propone ladrometro per la Lega

Il giornalista, da sempre sensibile alle tematiche legate all’evasione fiscale, ha elogiato i pentastellati per il ddl fin qui presentato:

“In Italia – diceva Ennio Flaiano – l’unica vera rivoluzione sarebbe una legge uguale per tutti”. Bene, quella rivoluzione non è mai stata tanto vicina quanto oggi. E’ racchiusa in due emendamenti aggiunti dal ministro Alfonso Bonafede al suo ddl Anticorruzione (o Spazzacorrotti): prescrizione dei reati bloccata con la sentenza di primo grado e carcere vero per chi evade o froda il fisco (con pene più alte e soglia di impunità più basse). Quando i 5 Stelle si sedettero al tavolo con la Lega per stipulare il Contratto, dopo lo sciagurato Aventino del Pd, il Fatto pubblicò un decalogo con le 10 norme che ritenevamo imprescindibili per giustificare un “governo del cambiamento”.

Nonostante le buone intenzioni del Movimento 5 Stelle, Travaglio dice di non fidarsi della Lega, vera antagonista del ddl. Per questo motivo arriva a proporre un ladrometro, sulla scia del fascistometro proposto nell’ultimo libro di Michela Murgia:

Per carità, parliamo pure dei decimale di deficit-Pil e dei rigurgiti di fascismo, che vanno sempre combattuti. Ma, più che il Fascistometro, servirebbe il Ladrometro. In queste ore il sistema marcio che ci ha portati alla bancarotta si gioca tutto. Se il Partito Trasversale dell’Impunità, nascosto nella pancia del Cavallo di Troia leghista, riuscirà a respingere quelle quattro norme (corruzione, evasione, trasparenza, prescrizione), avrà vinto e continuerà a derubarci in saecula saeculorum. Se invece i 5 Stelle, grazie alla congiunzione astrale irripetibile che li vede a Palazzo Chigi da posizione di forza, riusciranno a trascinare la Lega ad approvare quelle quattro norme, a costo di minacciare la caduta del governo, avranno reso il miglior servizio al Paese di questi vent’anni. Fosse pure l’ultima cosa che fanno prima di sparire, le persone perbene gliene saranno grate.