Il Movimento 5 Stelle prova a rimediare al casino assoluto sul condono a Ischia

di Redazione | 27/10/2018

Ischia
  • Un buco presente nel decreto legge di Genova permetterebbe il condono per le ville costruite dopo il 2003 a Ischia

  • La tensione dentro al Movimento 5 Stelle continua ad aumentare

  • Luigi Di Maio ha dato l'ordine di definire "fake" tutte le notizie su questo caso

Dal parlamento fanno sapere che i ritardi sull’approvazione del decreto Genova siano dovuti alla mancanza di alcune coperture. In realtà il Movimento 5 Stelle starebbe cercando di limare un cavillo sul condono a Ischia che darebbe il via libera anche alle ville costruite nell’isola dopo il 2003, progetto assolutamento ostile a Di Maio e ai suoi fedeli.

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Ischia, il condono conteso da Movimento 5 Stelle

La vicenda è stata raccontata da Conchita Sannino su Repubblica:

La controffensiva è scattata. Mentre il M5S studia un nuovo emendamento con l’inserimento della parolina “non” per escludere dalla sanatoria almeno gli abusi commessi dopo il 2003 nei comuni terremotati di Ischia, Luigi Di Maio ha dato ordine ai suoi di scagliare su qualunque contestazione il timbro di “fake news”. Parola d’ordine: negare contro ogni evidenza quel condono che già tiene in “ostaggio” da giorni il Dl Genova – il voto è stato bloccato col pretesto che mancavano le coperture finanziarie, falso – e che calerà, una volta convertito il decreto in legge, sulle aree terremotate dell’isola verde.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha provato a correggere il tiro su Facebook, tuttavia non riuscendoci fino in fondo:

Il Parlamento può e deve intervenire per migliorare i decreti del Governo, e in questo caso lo ha fatto con un doppio risultato positivo: i cittadini colpiti dal terremoto avranno finalmente la loro risposta e il paesaggio di Ischia verrà tutelato. Vi spiego come: il Parlamento ha previsto che, per le domande di condono presentate nel 2003, le pratiche debbano passare anche per un esame delle Sovrintendenze, responsabili del vincolo paesaggistico, e delle Città metropolitane, per il vincolo idrogeologico. Ciò permetterà ai cittadini di Ischia terremotati da più di un anno di accedere in tempi brevi alla risposta dello Stato, non a un condono, ma solo a un doveroso esame delle domande di condono, che potranno essere accolte, ma anche respinte. Soltanto se la risposta fosse positiva, avranno il contributo per ricostruire la propria casa, come tutti gli altri terremotati d’Italia. Queste emendamento della Commissione va nella direzione giusta. Resta il riferimento all’anno 1985, che andrebbe modificato, anche per non determinare disparità di trattamento con gli altri cittadini italiani. Se il Parlamento apporterà altri miglioramenti, ne sarò ancora più lieto. Il Parlamento è sovrano. È una frase che, da uomo dello Stato, dico spesso e mai come in questi giorni ne ho conferma.

Ischia, la soluzione del Movimento 5 Stelle

Queste parole non hanno convinto il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, il quale ha commentato: “Ad Ischia il governo consente di ricostruire appartamenti abusivi senza tenere conto di nessun vincolo sismico e idrogeologico, senza distinguere se si tratta di un abuso marginale o totale, come se niente fosse. Sono quelli che al Circo Massimo gridavano onestà, onestà e lo stesso giorno approvavano il decreto sul condono“.

Sempre come riporta Repubblica, la “manina” dovrebbe correggere in questo modo il condono su Ischia:

L’ultima stesura suonerebbe quindi così: “Il contributo comunque non spetta per la parte relativa ad eventuali aumenti di volume NON oggetto di condono”. In sintesi: esclusione più chiara per tutti gli abusi commessi dopo il 2003. Ma chissà se basterà un avverbio per ridurre il malessere della base pentastellata. E mostrare che non si svendono i principi del Movimento (che fu) alle ragioni del consenso (che serve).

(Foto credits: Ansa)