Migranti, Berlino smentisce: «Non era previsto nessun volo per l’Italia»

di Enzo Boldi | 08/10/2018

Migranti Germania

La notizia dei voli charter in direzione Italia carichi di migranti «scartati» dalla Germania aveva provocato le ire e le indignazioni di molti, con il piccato Matteo Salvini pronto a minacciare la chiusura degli aeroporti. La pietra tombale sulla vicenda viene messa proprio dal governo tedesco che questa mattina ha smentito la veridicità di questa informazione, spiegando come non ci sia mai stato e non c’è alcun aereo in partenza da Berlino in direzione Roma.

LEGGI ANCHE > Salvini lancia una nuova sfida: dopo le navi vuole bloccare gli aerei

«Nel weekend si è parlato di voli dalla Baviera e l’informazione non era corretta: un piano del genere non esiste». A parlare è il portavoce del Ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, che ha smentito la notizia che aveva immediatamente trovato la sponda nel malumore di Matteo Salvini, che su Facebook aveva lanciato la sua nuova battaglia a suon si hashtag.

Migranti Germania, la smentita sui voli charter

La spiegazione è molto semplice e non necessitava neanche di una smentita ufficiale. Italia e Germania stanno trattando per l’accordo di collaborazione nella gestione dei migranti e dei flussi migratori tra i due Paesi. Le due cancellerie stanno ancora cercando di redigere il testo di questa intesa, ma finché non ci saranno le firme si dovranno seguire le direttive imposte dall’accordo dei Dublino, siglato in passato dai governi italiani e da quelli tedeschi.

Migranti Germania, vige l’accordo di Dublino

Il governo tedesco ha poi spiegato che non darà alcuna informazione preventive sui voli di rimpatri dei migranti, per evitare che la cosa sia strumentalizzata e che il piano venga messo a rischio. Ma nulla verrà fatto superando i paletti imposti dalle normative vigenti. «Senza l’autorizzazione dell’Italia, comunque, non ci potrà essere nessun rimpatrio e nessun volo – ha spiegato il portavoce del ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer -. Seguiamo le regole di Dublino e una cosa così non accadrà mai».

(foto di copertina: Simone Kuhlmey/Pacific Press via ZUMA Wire)