Toninelli accusa Autostrade per la colletta, ma sono stati proprio i dipendenti a volerla fare

di Enzo Boldi | 17/09/2018

Colletta Autostrade

Una nuova polemica, questa volta ingiustificata, si è scatenata intorno ad Autostrade per l’Italia. I dipendenti della società che ha – ancora – la concessione per la gestione di molte strade, tra cui l’ormai famosa A10 teatro di quel che resta del Ponte Morandi, hanno deciso autonomamente – dopo aver anche avuto il via libero dalle sigle sindacali – di autotassare il proprio stipendio per fare una colletta da destinare alle vittime del crollo del Viadotto Polcevera. Un bel gesto che, però, non è stato capito dal Ministro Toninelli che ha subito armato la mano per attaccare la società – che, stavolta, non c’entra nulla – con un tweet.

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Tutto è scaturito da una lettera che dal 13 settembre sta girando tra i dipendenti di Autostrade per l’Italia, nella quale si chiede di aderire a una colletta volontaria – senza alcun obbligo – da versare poi alle famiglie delle vittime del crollo del Ponte Morandi dello scorso 14 agosto. Un’iniziativa lodevole, scelta dai lavoratori di Autostrade che, in questo modo, vogliono far sentire la propria vicinanza per la tragedia che ha colpito Genova. Plausi da tutte le parti, ma non dal profilo Twitter di Danilo Toninelli.

 

Colletta Autostrade, l’ennesimo post inopportuno di Toninelli

Eppure, nel foglio postato in allegato del tweet dallo stesso Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, appare evidente come non si tratti di una scelta imposta dai vertici di Autostrade che, infatti, hanno poi pubblicato una nota che spiega – anzi, ricorda – la genesi di questa iniziativa. «Come aveva già chiaramente annunciato in un comunicato stampa del 13 settembre, che la raccolta di fondi promossa a favore delle famiglie delle vittime della tragedia del ponte Morandi è un’iniziativa spontanea di alcuni dipendenti, nata dalla loro sensibilità».

Colletta Autostrade e la scelta autonoma di solidarietà dei dipendenti

Anche i dipendenti stessi e i rappresentanti delle sigle sindacali avevano sponsorizzato questa loro autonoma decisione, e la loro volontà di esprimere un segno tangibile di vicinanza alle vittime della tragedia di Genova era nota fin dal 13 settembre. Nota a molti, forse non a tutti quelli impegnati a portare avanti con i paraocchi una continua propaganda a suon di tweet e post sui social.

(foto di copertina:  ANSA/GIUSEPPE LAMI)