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Elezioni in Svezia, l’estrema destra non ha trionfato come dicono i giornali italiani e Salvini

Non rendiamo le cose più difficili di quanto non lo siano già. In Svezia, «l’onda nera» – che pure era stata annunciata e temuta – è stata arginata. E, inoltre, politici e media italiani, specialmente dopo le precedenti esperienze, dovrebbero sapere che gli exit poll (sebbene in salsa scandinava) non sono mai particolarmente precisi. Pertanto, nel corso di queste elezioni in Svezia è scorretto affermare che nel Paese si sia registrato un successo per l’estrema destra di Sverigedemokraterna (Democratici della Svezia).

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Elezioni in Svezia, l’analisi dei risultati definitivi

Anzi, il partito non può considerarsi soddisfatto dell’esito del voto: i sondaggi e le attese lo davano ben al di sopra del 20%, mentre si è attestato al 17,4%, soltanto 4,7 punti percentuali in più rispetto alle scorse elezioni. Crescita sì, dunque, ma non esplosiva. E, soprattutto, crescita che non impedirà la formazione di un governo che molto probabilmente sarà ancora a guida centrosinistra.

Svezia, nessuna affermazione dirompente del partito di estrema destra

La coalizione capeggiata dai socialdemocratici del premier uscente Stefan Loefven, infatti, è stata la più votata con il 40,6% delle preferenze (con il suo partito che, con oltre il 28%, è quello più votato dai cittadini svedesi), distaccando di poco la coalizione della destra moderata di Moderaterna guidata da Ulf Kristersson, ferma al 40,3%. Insomma, nonostante lo scarto sia minimo, sembra piuttosto pacifica la formazione di un governo di minoranza guidato dal premier uscente e nonostante la prima richiesta, da parte dei moderati di centrodestra, delle dimissioni di Loefven.

Non è la prima volta che ciò accade in Svezia, visto che un governo di minoranza ha guidato il Paese nelle ultime due occasioni, garantendo il perfetto funzionamento dell’apparato istituzionale. Se si considera, poi, che la destra moderata ha escluso qualsiasi forma di collaborazione con l’estrema destra dei Democratici della Svezia guidata da Jimmie Akesson, un ex movimentista di stampo neonazista e xenofobo, ecco che il quadro si chiarisce. E si completa se si valuta il buon risultato del partito di estrema sinistra (che arriva all’8%), che potrebbe garantire un appoggio esterno a un governo guidato da Loevfen.

L’esultanza di Matteo Salvini per i risultati delle elezioni in Svezia

Tuttavia, diverse testate italiane – cavalcando i timori per il populismo che effettivamente sta acquistando spazi in Europa – non hanno esitato a parlare di «ondata nera» in Svezia, fornendo una visione soltanto parziale dell’esito delle elezioni. Altrettanto parziale e limitata è stata la lettura di Matteo Salvini, prontissimo – non appena comunicati i dati degli exit poll – a cantare vittoria per quello che considera essere un suo alleato.

«La Svezia – scrive Salvini su Facebook – patria del multiculturalismo e modello della sinistra, dopo anni di immigrazione selvaggia ha deciso finalmente di cambiare». In realtà, visto il modello offerto dalla lettura dei dati definitivi, in Svezia la situazione attuale, almeno dal punto di vista degli equilibri di governo, cambierà ben poco.

(Credit Image: © Hansson Krister/Aftonbladet/IBL via ZUMA Wire)