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Grido sessista a Venezia75 per The Nightingale: «Vergognati p*****a, fai schifo»

Alla fine della proiezione riservata alla stampa di The Nightingale, un uomo dall’accento torinese ha deciso di esternare nel modo peggiore di non aver apprezzato il film. Non succede in qualche cinema di provincia, ma alla kermesse cinematografica di Venezia75. Mentre scorrevano i titoli di coda e dalla platea emergevano le reazioni differenti alla pellicola, si è sentito Sharif Meghdoud urlare:«Vergogna puttana,fai schifo». Una frase sessista e volgare, che ha subito scatenato l’indignazione dei presenti e che il giorno dopo ha invaso i social. Inutili le sue scuse.

Grido sessista in platea a Venezia75, la regista “perdona” il gesto «contrapporre l’amore all’ignoranza è il tema del mio film»

La reazione della regista australiana Jennifer Kent, unica donna in concorso in questa edizione del festival del cinema di Venezia, è stata elegante e misurata: «È assolutamente importante oggi reagire con amore e compassione all’ignoranza; è, tra l’altro, anche il tema del mio film». La trama di The Nightingale infatti racconta la storia di una donna che subisce ripetute violenze sessuali, nella Tasmania del 1825. La giovane galeotta irlandese Clare, interpretata da Aisling Franciosi, deve confrontarsi con una lunga serie di umiliazioni e violenze orchestrate dal suo carnefice, un ufficiale inglese a cui dà il volto Sam Clafin. La donna riuscirà poi a ribellarsi e cercare giustizia, o vendetta, complice l’incontro con l’aborigena Billy. Un film definito da alcuni splatter, che si preannunciava controverso. Sicuramente la reazione del torinese però, non era prevedibile. Un episodio che l’organizzazione della Biennale «deplorevole», e che gli è costato il ritiro dell’accredito.

Grido sessista in platea a Venezia75, il giorno dopo arrivano le scuse

Forse preso da un moto di coscienza, forse preoccupato per le ripercussioni delle dichiarazioni sulla sua carriera, il torinese si è scusato. Con un lungo post su Facebook Sharif Meghdoud si è scusato, definendo il suo atto come «un rigurgito uscito da una bocca che non pensava né a quello che diceva né alle relative conseguenze […] il mio gesto di ieri sera è da condannare per la sua natura estremamente esplicita e offensiva». Il lungo post continua: «Vorrei innanzitutto chiedere scusa a tutte le persone che si sono sentite offese dal mio gesto, alla regista Jennifer Kent alla quale auguro una splendida carriera e alla Biennale di Venezia e i direttori Paolo Baratta e Alberto Barbera per la brutta figura che ho fatto fare a livello internazionale».


L’uomo difende la categoria dei giornalisti, che in queste ore si è trovata al centro del ciclone per l’atto indecoroso del presunto collega che asserisce di non pensare o non aver mai pensato le cose che ha detto:«L’insulto viene fuori da un pensiero irrazionale, goliardico (almeno così sembrava) e iperbolico di un cinismo che potrebbe andar bene (ma in realtà anche no) al bar tra amici ma che è assolutamente fuori luogo all’interno di una Mostra d’Arte».

Grido sessista in platea a Venezia75, la testata si dissocia

Sempre su Facebook la Shiva Produzioni, testata online di recensioni e produzioni cinematografiche per cui lavora Sharif Meghdoud, ha espresso una forte condanna per il gesto del collega che «è stato subito allontanato» «Attraverso questa presa di posizione affermiamo la nostra condanna ed estraneità verso simili comportamenti – ha scritto la redazione nel post – che nulla hanno a che vedere con il cinema e la riflessione intorno ad esso, né tantomeno con qualsiasi discussione che possa minimamente dirsi civile». Il messaggio riferisce anche che tutti i contributi del loro inviato sono stati rimossi dal sito, e rinnovano le scuse «in primo luogo alla signora Jennifer Kent; a tutti i presenti alla proiezione di “The Nightingale”; nonché agli organizzatori della 75esima Biennale del cinema di Venezia». 

 

(Credits immagine di copertina: ANSA/CLAUDIO ONORATI)

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