Per il sottosegretario M5S l’aumento dei tassi dei Btp (spread oltre 300) è un «ottimo segnale»

di Donato De Sena | 31/08/2018

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Come tutti sanno, il tasso di rendimento dei titoli di Stato è legato al rischio finanziario che il mercato associa all’acquisto dei titoli stessi, alla possibilità dei creditori di essere rimborsati. Per semplificare: più è alto il rendimento più elevato è il rischio di insolvenza dello Stato. Un concetto semplice, che non è chiaro forse a qualcuno che si occupa di economia ed è vicino o un esponente del M5S. Sul Blog delle Stelle, sito di riferimento del partito guidato da Luigi Di Maio, ieri è stato pubblicato un post che spiega come l’aumento dei tassi di interesse dei Btp sia in realtà – una tesi davero singolare – un’ottimo segnale per l’economia italiana.

Il deputato e sottosegretario M5S Buffagni: l’aumento dei tassi sui Btp un «ottimo segnale»

A firmare il breve articolo è stato il deputato pentastellato Stefano Buffagni, commercialista, laurea in Economia e gestione Aziendale e laurea magistrale in Economia e management per l’impresa conseguite alla Cattolica di Milano, già consigliere regionale in Lombardia, oggi al governo come sottosegretario agli Affari Regionali. «Ottimi segnali per l’economia italiana, l’asta per i BTP a 5 e 10 anni ha fatto sold out, con una domanda superiore all’offerta», ha esultato il parlamentare. «Una domanda forte – ha proseguito – che rappresenta un segnale molto positivo per l’economia italiana e che spero troverà spazio sui giornali, perché per il bene del paese è giusto riportare queste informazioni positive e soprattutto vere». «L’Italia – ha aggiunto ancora Buffagni – ha fondamentali solidi e ora che metteremo mano al sistema marcio delle concessioni gli investitori avranno finalmente garanzie e la sicurezza di essere trattati equamente anche se non sono amici del politico di turno. Che dite, la leggeremo questa notizia sui giornali?».

 

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(Immagine dal Blog delle Stelle)

 

L’asta dei Btp per la prima volta ha riportato i rendimenti sopra i 300 punti base sui Bund tedeschi. Si è dunque allargato lo spread, il differenziale tra tassi sui titoli di Stato italiani decennali ed omologhi tedeschi. Ciò significa che lo Stato italiano dovrà pagare rimborsi più costosi anche nel confronto con la Germania. E anche questo non è un segnale di fiducia. Lo hanno fatto notare anche molti utenti nei commenti al post: «Siete voi che pubblicate fake news… il successo consiste nel fare scendere i tassi… sono i tassi alti che favoriscono la richiesta», ha ricordato qualcuno. E un altro, sarcastico: «Quando vai in banca e ti danno il mutuo al 3% anziché allo 0,35% come al tuo vicino tedesco esulti esclamando ‘Evvai però il mutuo me l’hanno dato, comunque un buon segno!’. Complimenti…». «Il fatto che siano stati venduti al tasso più alto da 5 anni a questa parte è il segnale che gli investitori ritengono che il paese sia economicamente più a rischio che negli ultimi 5 anni». E ancora, un altro commentatore: «L’hanno informata male, non è per niente una buona notizia, qui rischia di ripetersi il 2011».

(Immagine di copertina dal Blog delle Stelle)