«L’Eritrea è una dittatura, i migranti devono avere il diritto d’asilo», parola di Don Mussie Zerai

di Redazione | 25/08/2018

Don Mussie Zerai

Don Mussie Zerai, prete di origine eritrea, ha risposto alle parole del ministro degli Interni Matteo Salvini con cui affermava che i 150 migranti ancora presenti sulla nave Diciotti della Guardia costiera fossero tutti irregolari, compresi gli eritrei dopo l’accordo di pace con l’Etiopia.

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Don Mussie Zerai contro Salvini

L’uomo di Chiesa, in un’intevista al Manifesto, è partito proprio da quest’ultimo punto: “La pace tra Eritrea ed Etiopia ha permesso ai due Paesi di riallacciare rapporti economici e diplomatici, ma non ha cambiato la situazione in Eritrea che resta una dittatura. Per questo gli eritrei fuggono e per questo hanno tutto il diritto di chiedere asilo in Italia“.

Stando alle parole di Daniela De Robert, garante per le persone detenute e private della libertà personale, 130 dei 150 migranti sulla Diciotti vengono dall’Eritrea: “La maggioranza delle persone a bordo viene dall’Eritrea (130), ci sono due persone che vengono dalla Siria, sei dal Bangladesh, una dall’Egitto, una dalla Somalia, dieci dalle isole Comore. Sono persone che hanno una nazionalità che assicura una protezione internazionale quasi automatica in tutti i paesi europei“.

Don Mussie Zerai , scontro Salvin-Europa

Don Mussie ha anche parlato del mancato appoggio dell’Europa, sottolineando che la posizione di Salvini rimane comunque sbagliata: “Il ministro sbaglia, l’Italia deve essere all’altezza della sua storia e della sua civiltà. Se l’Europa non fa il suo dovere, non per questo dobbiamo essere trascinati tutti nel baratro. Qualcuno deve dire basta, ricordare che la nostra tradizione giuridica, umana e religiosa, non permette questo degrado. Invece è sempre una corsa verso il baratro. Spero che l’Ue risponda in tempi rapidi risolvendo per sempre la questione dei porti nei quali far sbarcare i migranti senza assistere ogni volta a queste sceneggiate. Tenere le persone nelle condizioni in cui si trovano sulla nave Diciotti è una violazione della Costituzione. Spero che qualcuno intervenga, a cominciare dal Capo dello Stato, dai magistrati, dalla Chiesa e dalla società civile“.

(Foto credits: Ansa)

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