Fico ricorda che lui è un No Tav: «M5S alternativo alla Lega, nessuna alleanza»

di Redazione | 08/08/2018

fico

No alla Tav. Sì a legge Mancino contro il razzismo. Sì alla legge Martina sul caporalato. Sì a un presidente della Rai nel pieno delle sue funzioni. In un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica (di Annalisa Cuzzocrea) il presidente della Camera Roberto Fico mette in evidenza le distanze del suo Movimento 5 Stelle dalla Lega di Matteo Salvini su molti temi caldi. Il Carroccio «conosce la nostra storia», ha detto la terza carica dello Stato. E ha aggiunto: «Siamo forze politiche distinte e alternative».

 

LEGGI ANCHE > La pace fiscale M5S-Lega? È scesa da 35 a 3,5 miliardi

 

Fico dice No alla Tav e sì a legge sul caporalato e legge Mancino contro il razzismo

Secondo Fico non c’è alcuna possibilità che Movimento 5 Stelle e leghisti corrano insieme alle Elezioni Europee del 2019. «No», è la sua risposta secca. Poi aggiunge, parlando delle grandi opere: «Quanto alla Tav, quella contro la Torino Lione è una lotta cui ho partecipato dal 2005. C’è stato un grande lavoro con il movimento No Tav, è una battaglia che non si può dimenticare. Come l’acqua pubblica, cui ho legato la mia presidenza. La legge arriverà presto e mi auguro venga approvata con il più ampio consenso possibile». Per quanto riguarda le legge sul caporalato il presidente della Camera parla di «legge importante». Sulla Mancino, poi: «Da terza carica dello Stato di una Repubblica nata sulla lotta al nazifascismo, ho già detto che quella legge va mantenuta e ampliata. Non c’è discussione su questo». Distanze dagli esponenti della Lega anche sulla presidenza della Rai. Il Carroccio insiste su Marcello Foa presidente, che non ha raggiunto la soglia di voti necessaria in Commissione di Vigilanza Rai ma che risulta essere il più anziano consigliere nel cda. «Servono un nuovo voto e un presidente a tutti gli effetti», dice Fico. Infine, i vitalizi. «Mi auguro che il Senato segua l’esempio della Camera, che ha scelto la strada corretta, quella di una delibera in ufficio di presidenza, come per queste materie avviene dal 1956».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / RICCARDO ANTIMIANI)