Minacce ad Adachiara Zevi, una lettera con l’immagine di Hitler

di Enzo Boldi | 17/07/2018

Adachiara Zevi minacciata

Una lettera minatoria, con riferimenti a campi di concentramento e accompagnata da una foto di Adolf Hitler. È questa la brutta sorpresa, ricevuta via posta lo scorso 12 luglio, da Adachiara Zevi, presidente della’associazione culturale «Arte in memoria».

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«Pregiatissima signora, mi duole molto il fatto di non averla conosciuta nei miei campi di concentramento», recitava la lettera inviata nella sede romana dell’associazione culturale Arte in memoria e indirizzata ad Adachiara Zevi, figlia di Tullia giornalista e scrittrice scomparsa nel 2011. Parole di stampo antisemita contro una donna che ha da sempre difeso e curato la cultura ebraica, accompagnate da una foto di Adolf Hitler e da un cattivo presagio. «Ma non è detto! Ci sono tanti miei seguaci… e non è detta l’ultima». Si conclude così la minaccia ad Adachiara Zevi, che ha denunciato l’accaduto ai carabinieri di piazza Farnese a Roma.

Adachiara Zevi: «Antisemitismo sempre presente»

«È la prima volta che riceviamo minacce di questo tipo – ha spiegato Adachiara Zevi all’Ansa -. Credo che questo episodio sia legato alle due iniziative curate dall’associazione, il progetto Memorie d’inciampo e la biennale di arte contemporanea ‘Arte in memoria’, in programma nella Sinagoga di Ostia antica. Due iniziative molto importanti, entrambe legate alla memoria, che quindi danno fastidio a chi tende a dimenticare». Una (spiacevole) novità per Adachiara Zevi, che però è cosciente che si tratti di un fenomeno continuo e che pare essere senza fine. «Purtroppo – spiega amaramente all’Ansa – atti del genere sono molto diffusi. Negli anni se ne sono registrati tantissimi. Certo, questi tempi che viviamo non migliorano la situazione, ma l’antisemitismo c’è sempre stato».

Adachiara Zevi e le pietre d’inciampo a Roma

Adachiara Zevi è da sempre in primo piano nella lotta contro l’antisemitismo e a favore della memoria attraverso qualsiasi forma d’arte come quando promosse, con successo, l’apposizione di 300 pietre d’inciampo a Roma in ricordo delle vittime dei rastrellamenti nazi-fascisti prima e durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

(foto di copertina: ANSA/ FABIO CAMPANA)