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La Festa dell’Unità sponsorizzata da un sexy shop

I dibattiti politici sponsorizzati da un sexy shop. No, non è qualcosa di inconcepibile. È quanto accade a Treviglio, in provincia di Bergamo, dove un negozio di articoli sessuali vietati ai minori e accessori erotici, ‘L’isola del piacere’, ha deciso di fare da sponsor alla Festa dell’Unità, che nella capitale della Bassa Bergamasca prenderà il via giovedì prossimo. La collaborazione è stata annunciata dagli stessi organizzatori attraverso la pagina Facebook della Festa. L’8 luglio in bacheca è comparso l’avviso: «Grazie ai nostri sponsor. Anche L’Isola del Piacere sostiene la Festa de L’unità!». Ne parla oggi il quotidiano Il Giorno, che spiega anche che tra i premi nella lotteria ci saranno anche oggetti a sfondo sessuale.

Treviglio (bergamo), il sexy shop sponsorizza la Festa dell’Unità

Il logo del negozio è inequivocabile. C’è il volto languido di una donna con gli occhi socchiusi per il piacere. La sponsorizzazione non è stata gradita a diversi attivisti politici di sinistra. Ma le proteste dei militanti non hanno fatto cambiare idea ad Alberto Vertova, il neo presidente dell’associazione Amici della Festa dell’Unità, che respinge le accuse. «Nei gestori del negozio – sono le sue parole riportate dal Giorno – abbiamo trovato persone disponibili, che hanno voluto darci una mano e noi abbiamo accettato la sfida. Guardi, bisogna che tutti si tranquillizzino specialmente quegli attivisti per i quali è stato un colpo
scoprire che un sexy shop era tra gli sponsor della manifestazione: in fondo la nostra vuole essere una festa per tutti i gusti».

Gli organizzatori: «Non ci vediamo nulla di sessista»

Le critiche sono spuntate anche su Facebook, nei commenti al post con l’annuncio dello sponsor. «Non mi sarei mai aspettata – ha scritto Daniela – che ad una Festa dell’Unità di trovare uno sponsor con un manifesto così sessista nei confronti delle Donne.  Perché nella pubblicità non ci sta un uomo  e poi farsi sponsorizzare da un sexy shop… non solo moralista… ma non si può vedere questa cosa». «Le difficoltà sono tante – ha risposto chi gestisce la pagina – e non siamo nella condizione di dire no ad uno sponsor. Infatti, non negheremmo la loro partecipazione alla festa in ogni caso: è senza dubbio un’attività lecita e ha valore come qualsiasi altro negozio». E ancora: «I nostri premi vogliono attirare e incuriosire ma anche variare pubblico e sostanza (notare che i premi sono 10, il sexy shop ne occupa solo due. Il viaggio a Gardaland può dunque essere contestato perché poco inclusivo a questo punto?). Per l’immagine non ci vediamo nulla di sessista: è un’immagine perfettamente sostituibile da qualunque altra. Maschile o femminile che sia non fa differenza per noi».

(Immagine di copertina: screenshot dalla pagina fan Facebook della Festa dell’Unità di Treviglio)