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Il M5S deve scegliere i manager di Stato. E scende in campo Davide Casaleggio

Il Movimento 5 Stelle continua a ripetere che Davide Casaleggio è un «semplice attivista» della forza politica. Ma quando i pentastellati si trova ad affrontare le questioni più delicate, il figlio del fondatore scende da Milano e giunge a Roma per intervenire. È quanto sta accadendo in questi giorni, con il M5S alle prese con le prime nomine di manager di Stato. Casaleggio è sceso nella capitale per risolvere i nodi sui vertici di Cassa Depositi e Prestiti, Rai e Gestore dei servizi energetici. A raccontarlo è oggi La Stampa in un articolo di retroscena a firma di Federico Capurso.

 

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Le nomine del Movimento 5 Stelle, il ruolo del «semplice attivista» Davide Casaleggio

Casaleggio sarebbe arrivato in Senato sfuggendo alle telecamere e rintanandosi negli uffici del Movimento impegnato in numerose riunioni. Cdp e Gestore dei servizi energetici sono stati sempre ritenuti di estrema importanza da parte di Davide e suo padre Gianroberto, per la loro idea di sviluppo del Paese. Il figlio del cofondatore del M5S non ha mai nascosto il suo interesse per il destino della Cassa Depositi e Prestiti. Per il ruolo di amministratore delegato Casaleggio – stando a quanto riportato da Capurso sulla Stampa – avrebbe anche indicato due nomi, quello di Dario Scannapieco, già vicepresidente della Banca europea degli investimenti e presidente del consiglio di amministrazione del Fondo europeo per gli investimenti, e quello di Fabrizio Palermo, già direttore finanziario di Cdp e con esperienza in Morgan Stanley e Fincantieri. Ma Casaleggio avrebbe indicato i profili migliori anche per la guida del Gestore sei servizi energetici, Attilio Punzo e Maurizio di Marcotullio. Per la direzione generale della Rai, infine, sarebbero in pole, Andrea Castellari e Fabio Vaccarono.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ANGELO CARCONI)