Forza Italia è piena di debiti. E i fornitori fanno pignorare i conti correnti

di Redazione | 12/07/2018

forza italia

Tempi duri per Forza Italia non solo dal punto di vista elettorale. Il partito di Silvio Berlusconi, uscito indebolito dalle Politiche del 4 marzo scorso, vive un periodo tormentato sotto il profilo finanziario. Da quando il leader di Arcore ha deciso, nel 2016, di chiudere i cordoni della borsa, è cominciato un assedio dei creditori, seguito anche da un sequestro della liquidità. A raccontarlo è oggi Repubblica in un articolo a firma di Ettore Livini che cita la relazione dell’ultimo bilancio del movimento azzurro:

L’ultimo intervento dell’ex Cavaliere a favore della sua creatura politica – al netto dell’obolo annuale di 100mila euro versato da Fininvest anche nel 2017 – risale a due anni fa, quando Arcore ha fornito le garanzie per una linea di credito di 3 milioni concessa da una banca al partito. Poi il rubinetto si è chiuso e i risultati si vedono: la liquidità del partito – “circa 2,5 milioni”, ammette la relazione dell’ultimo bilancio – è stata fatta sequestrare dai fornitori che aspettano da tempo di essere pagati. I soldi del 2 per mille del 2017 sono stati congelati prima di arrivare a destinazione.

I guai finanziari di Forza Italia, 100 milioni di debiti

Il numero di dipendenti di Forza Italia è sceso da 71 a 3. Troppo basso anche per la gestione delle attività amministrative. I debiti – spiega ancora Livini su Repubblica – ammontano a circa 100 milioni di euro, di cui 91 proprio nei confronti di Berlusconi. Solo il prestito bancario del 2016 ha consentito al partito di evitare un’ondata di pignoramenti. È comunque iniziata una fase di ristrutturazione. L’esercizio 2017 si è chiuso con 1,3 milioni di attivo, grazie anche ad un aumento dei contributi dei parlamentari, con un ritorno a un equilibrio tra entrate e uscite. Nella speranza che Berlusconi, che attende di ritrovare la piena agibilità politica, torni a staccare assegni.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)