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Il cammino accorto del Decreto Dignità. Pronti gli emendamenti Lega

Decreto Dignità sì o no? L’importante è che sia modificato. Il Movimento 5 Stelle apre alla Lega Nord e concede delle modifiche del decreto, tra stasera e domani pubblicato in Gazzetta, a Montecitorio.
Con i giusti emendamenti il testo poi dovrà esser votato, blindato, in Senato.

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DECRETO DIGNITA’ COSA RICAMBIA

C’è una apertura importante per il decreto Dignità: quella sui voucher. «Se possono servire a settori come l’agricoltura e il turismo, per specifiche competenze, allora ben vengano», ha sottolineato il ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi Di Maio. «L’unica cosa – ha aggiunto – che chiedo alle forze di maggioranza è quella di evitare abusi in futuro».

Il 24 luglio il decreto approderà in Aula alla Camera dei deputati. La Lega a quanto pare è pronta con un emendamento che proporrà, oltre alla reintroduzione dei voucher, anche incentivi alle imprese per permettere la stabilizzazione dei contratti a tempo indeterminato. Come? Attraverso i crediti d’imposta per le aziende. Spunta l’ipotesi della creazione di un fondo ad hoc che potrebbe esser inserito nella prossima legge di bilancio. Intanto, paradossalemente, il dl dignità anziché dividere la maggioranza divide il Pd. Per il segretario Maurizio Martina che non è votabile ma una parte del partito potrebbe sostenerlo. Una sponda che irrita non poco l’ex segretario Renzi. Non sono andate giù in queste ore le affermazioni dell’ex ministro Graziano Delrio, secondo il quale confrontarsi con i grillini «è utile per il Paese». In pratica a fare opposizione forte è rimasta Forza Italia: «Più che decreto dignità chiamiamolo decreto fantasma – spiega Carfagna – perché del testo del primo provvedimento di Luigi Di Maio non c’è ancora traccia».

(foto Ansa/Di Meo)