Camilleri
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«Stiamo tornando al 1937», Camilleri commenta il governo giallo-verde

Nonostante i problemi alla vista che lo stanno rendendo cieco, lo scrittore Andrea Camilleri vede e analizza bene l’attuale governo Movimento 5 Stelle-Lega e il giudizio non può che essere negativo.

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Camilleri ha rilasciato un’intervista a Repubblica:

Neanche io avrei mai voluto vedere il movimento del Vaffaday al governo del paese. Ed è facile immaginare cosa io pensi dell’attuale politica verso i migranti, avendone raccontato tutta la disperazione in libri precedenti. Sono persone che scappano dalle guerre o che cercano lavoro altrove. E non capisco la suddivisione che viene fatta in Europa tra una condizione e l’altra: io non vedo alcuna differenza. Credo che continuare a giocare sulla paura dell’altro sia un gioco pericolosissimo. Chi semina vento finisce con raccogliere tempesta. E oggi si sta seminando troppo vento

Inoltre, Camilleri si è spinto anche in un paragone molto forte:

Guardi, io non voglio fare paragoni ma intorno alle posizioni estremiste di Salvini avverto lo stesso consenso che a dodici anni, nel 1937, sentivo intorno a Mussolini. Ed è un brutto consenso perché fa venire alla luce il lato peggiore degli italiani, quello che abbiamo sempre nascosto

E, se gli si chiede un parere sull’attuale ministro degli Interni, la risposta è secca:

Salvini è un uomo di terra, non conosce il mare. Se lo conoscesse, avrebbe più rispetto di coloro che sono costretti a imbarcarsi su gommoni destinati a naufragio sicuro: persone che, alla vita che vivono, preferiscono il rischio di morte. E lui che parla tanto dei suoi bambini non prova nulla davanti ai cadaveri che galleggiano in mare?

(Foto credits: Ansa)