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Morrone, sottosegretario della Lega, pensa che la Cassazione sia fatta da magistrati di sinistra

Si chiama Jacopo Morrone e, per i non addetti ai lavori, è il sottosegretario alla Giustizia, giovane esponente della Lega di 36 anni. È toccato a lui incontrare i giovani magistrati in una riunione ufficiale, il convegno del Mot (magistrati ordinari in tirocinio). Nel corso del suo intervento ha pronunciato delle parole che hanno fatto molto discutere: «Voi sapete a che partito appartengo, cioè la Lega, e mi auguro che la magistratura si liberi dalle correnti, in modo particolare di quelle di sinistra».

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Gaffe Morrone, cosa ha detto il sottosegretario alla Giustizia della Lega

Inevitabili, a questo punto, le proteste e il brusio in sala. Anzi, qualche giovane magistrato – vista l’affermazione decisamente partigiana – si è alzato ed è uscito dall’aula magna di Palazzo dei Marescialli. Jacopo Morrone, invece di scusarsi, rincara la dose e peggiora ancor di più la situazione: «Ho parlato così prima perché come voi sapete il mio partito ha una questione aperta con questi magistrati».

Il riferimento è alla sentenza della Cassazione, che ha invitato le autorità competenti a effettuare il sequestro dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali della Lega che non si trovano più. Una decisione collegiale della seconda sezione penale della Suprema Corte viene quindi derubricata, dal giovane Morrone, a «decisione di una corrente di sinistra della magistratura».

All’incontro del Mot doveva essere presente il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che, tuttavia, ha mandato il suo sottosegretario con una scelta che, a conti fatti, si è dimostrata piuttosto infelice. In sala erano presenti almeno 300 persone, molte delle quali hanno immediatamente manifestato il proprio dissenso.

«Rivendico la posizione politica, in magistratura non ci sono correnti migliori di altre – ha detto successivamente Morrone -. Ma le mie parole pronunciate questa mattina al Csm sono una opinione personale che non rappresenta la posizione del Ministro».

Gaffe Morrone, la protesta di Legnini (CSM) e degli altri magistrati

Sulla vicenda, è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini: «Telefonerò e scriverò una lettera al ministro della Giustizia sulle parole del sottosegretario Morrone per informarlo e chiedere di assumere delle determinazioni». Il caso, insomma, sta montando e potrebbe rappresentare un problema politico tra le due anime del governo guidato da Giuseppe Conte, quella M5S (rappresentato al dicastero Giustizia dal ministro Bonafede) e quella della Lega (il cui esponente Morrone si è reso protagonista della gaffe).

«Le dichiarazioni del sottosegretario sono inaccettabili nel contenuto e gravissime quanto al contesto in cui sono state rese – ha detto Antonello Ardituro, ex pm di Napoli, della corrente di sinistra di Area -. Un incontro di formazione per giovani magistrati non può essere strumentalizzato per finalità politiche da chi è stato invitato per rappresentare il ministero della Giustizia nell’ambito della collaborazione istituzionale che la costituzione sollecita e che il Csm ha sempre onorato e continuerà ad onorare».

Gaffe Morrone, un caso politico

Le correnti a cui Jacopo Morrone ha fatto riferimento sono quelle interne all’Associazione Nazionale Magistrati alla quale sono iscritti 8.284 degli 8.886 magistrati italiani in servizio. Si tratta di un organo rappresentativo della categoria che presenta al suo interno correnti di sinistra, di centro, di destra e un’ala indipendente. La presenza di queste correnti diverse non è sempre indice di compattezza all’interno di un organo che dovrebbe, per sua stessa natura, essere imparziale e regolare la categoria di chi amministra la giustizia. Ma, dal momento che questa divisione in correnti è un dato di fatto, augurarsi la scomparsa delle correnti di sinistra significa mettere comunque un freno alla libertà di pensiero e di rappresentazione interna all’associazione dei magistrati.

(FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI)