Selvaggia Lucarelli contro Rolling Stone
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Selvaggia Lucarelli critica l’iniziativa di Rolling Stone contro Salvini

Selvaggia Lucarelli e Rolling Stone si erano lasciati molto male, dopo soli tre mesi di collaborazione. Lo aveva detto anche a noi di Giornalettismo, subito dopo l’annuncio delle sue dimissioni da direttrice del sito della testata. Ora, l’opinionista del Fatto Quotidiano si è scagliata anche contro l’iniziativa che Rolling Stone ha lanciato per marcare le sue distanze da Matteo Salvini. La motivazione? L’incoerenza – secondo la stessa Selvaggia – tra la voglia di libertà in contrapposizione alla linea di condotta che Rolling Stone applica all’interno della redazione.

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Selvaggia Lucarelli contro Rolling Stone, il post su Facebook

«Amici di Rolling – scrive la Lucarelli su Facebook -, se fate una copertina di sinistra, parlando di libertà, accertatevi di praticare tutto ciò che vi rende così diversi da Salvini». E poi rincara la dose in chiusura di post: «Detesto Salvini, ma almeno lui è quello che è, senza doppia morale. E se ne ha una doppia, nel suo caso, quella nascosta non può che essere migliore di quella che mostra».

Nel corso del suo racconto c’è spazio per gli aneddoti sui metodi che sarebbero stati adottati nella redazione di Rolling Stone: «Nei tre mesi in cui ho provato a lavorare con voi – ha scritto la Lucarelli -, mi è stato impedito di realizzare un servizio su ticket one e la truffa del secondary ticketing per ragioni di convenienza, mi è stato proibito di far esprimere libere opinioni a giornalisti su dischi, attori e altro per ragioni di denaro o convenienza. È venuto l’Inpgi (l’istituto nazionale di previdenza per i giornalisti, ndr) per controllare le posizioni lavorative dei giornalisti e diverse persone sono state fatte scappare giù in strada perchè avevano contratti da lavoratori esterni e erano gentilmente invitate a lavorare in ufficio e da casa anche nel weekend».

Selvaggia Lucarelli contro Rolling Stone e l’accusa di incoerenza

Insomma, Selvaggia Lucarelli ha accusato Rolling Stone di essere di fatto incoerente rispetto alla «copertina di sinistra» realizzata per il numero in uscita e che è diventata una tendenza sui social network, a colpi dell’hashtag #chitaceècomplice. Andando controcorrente rispetto all’ampia cassa di risonanza che l’iniziativa ha avuto nel corso della giornata e che ha raccolto tante adesioni, ma anche qualche polemica (vedi l’assenso di Enrico Mentana, a sua insaputa).