«Caro Salvini, non ho un utero. Posso diventare mamma?» | VIDEO

di Redazione | 05/07/2018

«Ciao Matteo, abbiamo diverse cose in comune, ad esempio che mettiamo la faccia e lottiamo per cambiare le cose. Ma le tue frasi hanno ferito chi vuole essere madre ma è nata senza utero, a chi la vita dunque ha tolto il più bel dono che si possa ricevere, diventare genitore, proprio come te. Ora la scienza mi ha dato una possibilità per realizzare il mio sogno, mi batterò con tutta me stessa per far nascere il mio bimbo…». A parlare è Maria Sole, donna senza un utero, che chiede la possibilità della maternità surrogata. Si rivolge al ministro degli Interni Matteo Salvini.

«Sei genitore, non togliermi la stessa gioia», racconta. Maria Sole è una donna sposata che non può avere figli perché affetta dalla sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser. Fertile, ironia della sorte, i suoi gameti sono idonei al concepimento ma non ha nel suo corpo la culla dove consentire che un embrione si annidi e cresca. Esistono attualmente (in attesa che l’intervento di trapianto di utero sia perfezionato) due strade da percorrere per diventare madre in questi casi: l’adozione e la maternità surrogata. Insieme ad Associazione Luca Coscioni lancia così un secondo appello: «Io vorrei chiedere a una mamma di aiutarmi a diventare mamma».

La violenza delle parole espresse dal Ministro nei giorni scorsi hanno urtato la sensibilità dell’opinione pubblica, soprattutto di chi un figlio, senza il ricorso ad alcune pratiche di fecondazione assistita, non lo potrà mai avere. Salvini da Pontida ha reclamato: «Mi fa schifo solo il pensiero dell’utero in affitto e di bambini in vendita nel centro commerciale». Maria Sole ha dunque rivolto un video appello a “Matteo”. Da madre mancata perché la natura le ha negato la gioia più grande a padre, che un figlio ce l’ha. A supporto della donna c’è l’azione dell’avvocato Filomena Gallo, segretario di Associazione Luca Coscioni: «Ricordo al Ministro Salvini che ci sono persone in Italia che vorrebbero avere figli ma che per una proibizione di legge sono una famiglia a metà. Il nostro paese continua a vietare la gestazione per altri, una tecnica di fecondazione medicalmente assistita che consente a chi ha problemi di salute o non ha l’utero di avere figli».

«Non è un capriccio – spiega Gallo – ma la richiesta di un diritto, peraltro già previsto in altri Paesi che negli anni hanno tutelato il nato nonché la donna che decide di portare avanti una gravidanza per altri. Proibire non aiuta nessuno, anzi crea situazione di illegalità e di sfruttamento. La storia di Maria Sole non è diversa da quella di altre persone che nel resto del mondo hanno lo stesso limite a concepire ma che vivono in un paese dove la Gestazione per altri è legale. L’Italia deve prevedere una legge che eviti situazioni di illegalità, garantisca tutele tanto per la gestazione per altri quanto per chi sceglie di adottare. L’Associazione Luca Coscioni ha preparato un testo base sulla GPA che nei prossimi giorni torneremo a proporre al Parlamento nella speranza di poter trovare un interesse politico ad abbattere questo ennesimo divieto made in Italy. Dove la politica si ferma in questi anni è intervenuta la Corte Costituzionale affermando diritti fondamentali».