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Pesaro, ricorso contro trascrizione figli di una coppia gay: «Violazione dell’ordine pubblico»

La vicenda risale allo scorso mese di aprile. Al comune di Gabicce Mare una coppia gay ha registrato all’anagrafe i suoi due figli, ottenuti grazie a un percorso di maternità surrogata. Tutto l’iter è stato compiuto negli Stati Uniti, mentre nel comune in provincia di Pesaro Urbino è stato completato l’atto di registrazione per la residenza e per i vari passaggi burocratici. La notizia è subito saltata agli occhi della procura di Pesaro, guidata dal sostituto procuratore Silvia Cecchi, che ha presentato ricorso al tribunale civile.

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Gabicce Mare, la storia della coppia gay che ha adottato due bambini

La motivazione consisterebbe nella presunta violazione dell’ordine pubblico, con conseguente annullamento dell’atto di registrazione. L’udienza del tribunale civile – secondo quanto riportato dal Resto del Carlino – si è tenuta ieri, ma è subito stata rinviata a settembre per l’assenza dei due genitori dei bambini.

Questi ultimi, Blago Kirof di 34 anni e Andrea Bartolini di 57 anni, sono entrambi operatori turistici e hanno coronato il loro sogno di avere dei bambini. Ma secondo la procura di Pesaro la documentazione presentata fino a questo momento – l’adozione è avvenuta in California – non è sufficiente per le norme italiane. La madre che ha permesso ai due bambini di venire alla luce ha dichiarato di non avere alcuna responsabilità, né di avanzare qualche diritto sui due bambini. Ma questa autocertificazione non basta.

Gabicce Mare, la risposta del legale della coppia gay

A supportare la coppia, ora, c’è il legale Alexander Schuster che – sempre al Resto del Carlino – ha dichiarato: «Col termine ordine pubblico violato si può abbracciare ogni cosa e quindi ci si può aspettare di tutto. In questo caso, abbiamo una sentenza del giudice americano che afferma l’iter seguito, individua la gestante e stabilisce quali siano i genitori intenzionali senza i quali i due bambini non sarebbero nati. Se vogliamo poi andare contro sentenze europee che priviligiano l’amore di una famiglia al resto, staremo a vedere».

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