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Signorini contro la Lega: «Salvini non ostacoli i diritti, sì alle adozioni per single e coppie gay»

Nel botta e risposta tra Movimento 5 Stelle e Lega sui diritti degli omosessuali interviene con parole nette il direttore di Chi Alfonso Signorini, che in un’intervista al Corriere della Sera si dice pronto a battersi perché le adozioni siano per tutti, anche per i single ed anche per le coppie gay. Le polemiche sono cominciate due giorni fa, quando dal Pompei Pride il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora, deputato M5S vicinissimo a Luigi Di Maio, ha affermato che sui diritti della comunità Lgbt «l’Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati». «Spadafora parla a titolo personale e non a nome del governo, né tantomeno della Lega», è stata la replica del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, esponente della Lega. «La famiglia che riconosciamo e che sosterremo, anche economicamente, è quella sancita e tutelata dalla Costituzione».

Signorini: «Salvini dovrebbe parlare a titolo personale»

Signorini dice che le parole di Spadafora «non possono non essere condivise» e attacca le posizioni leghiste. «Dovrebbe essere Salvini – afferma il giornalista – a parlare a titolo personale, e non da ministro, quando afferma che la famiglia è soltanto una, quella formata da una mamma e da un papà. Che lo pensi, siamo tutti contenti…». «Ma – continua Signorini – stiamo parlando di diritti che l’Italia ha conquistato dopo anni e anni, arrivando su questo bene ultima rispetto agli altri Paesi d’Europa. E questi diritti adesso non si toccano. Anzi».

«Sì alle adozioni per le coppie gay e i single»

Dunque – dice ancora il direttore di Chi – «voglio battermi per le adozioni, ma non facendo una battaglia soltanto relativa alla scelta sessuale di una persona. Voglio battermi perché le adozioni siano per tutti, anche per i single» e anche per le coppie omosessuali. Signorini dice di desiderare di avere un figlio. «E adesso come omosessuale mi sento castrato da questo punto di vista. Perché non percorrerei mai la strada dell’utero in affitto, non è nelle mie corde, nella mia personalità. Anche se non giudico chi fa questa scelta». «Vorrei vivere – aggiunge – in uno Stato dove una coppia gay che ha il desiderio di adottare un bambino lo possa fare, semplicemente».

(Foto di copertina Zumapress da archivio Ansa. Credit immagine: Salvatore Esposito / Pacific Press / ZUMAPRESS.com)