Fontana vuole la delega alle tossicodipendenze, il disagio del M5S: «Sarebbe una sciagura»

di Matteo Garavoglia | 30/06/2018

dieci vaccini sono troppi

In un’intervista rilasciata a La Stampa venerdì 29 giugno, il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana si è detto pronto a ricevere la delega per le tossicodipendenze, promettendo maggiori restrizioni per tutti: “Credo che la delega per la lotta alle tossicodipendenze verrà assegnata a me. E ho già incontrato i funzionari del Dipartimento perle Politiche antidroga“.

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Fontana proibizionista sull’utilizzo delle droghe

Il principio ispiritatore delle politiche di Fontana dovrebbe essere quella della “tolleranza zero”, come d’altronde è lecito aspettarsi da un ministro anti-abortista, anti-femminista e ultra-cattolico con numerosi contatti nella Russia di Vladimir Putin. “Mi metto nei panni di un padre o di una madre. Avrebbero piacere che i loro figli fumassero? Non credo proprio“, si legge in un altro passaggio dell’intervista.

Il giorno dopo è sempre il momento delle riflessioni. E, all’interno dell’ambiente pentastellato, la prospettiva di avere a che fare con un ministro proibizionista sarebbe una vera e propria catastrofe. Una parte del Movimento 5 Stelle nella scorsa legislatura si è battuta con forza per la legalizzazione della cannabis e delle droghe leggere.

Fontana, le preoccupazioni del Movimento 5 Stelle

Inoltre, alla Camera è stata presentata una legge di iniziativa popolare per la depenalizzazione della cannabis. Se si fa due più due, si arriva facilmente alla conclusione che democrazia diretta abbinata a una politica progressista siano due fattori fondamentali e fondanti del M5S.

Il presidente della Camera Roberto Fico ha promesse un’attenzione per le leggi di iniziativa popolare. Quella sulla cannabis potrebbe essere un primo test importante.

Nel Movimento 5 Stelle sono arrivate le prime reazioni alle dichiarazioni di Fontana. “[Il ministro] dice queste cose perché non sa di cosa parla. Dovrebbe occuparsi di altro“, ha commentato il senatore M5S Matteo Mantero, uno tra i più duri sull’argomento. “La cannabis – prosegue – è riconosciuta scientificamente come prodotto efficace per la cura di numerose malattie, ed è meno dannosa di alcol e tabacco. Sono contrario a incentivarne l’uso ma parlare di proibizionismo vuol dire coprirsi gli occhi. Con i divieti si dà una mano al mercato illegale, quello gestito dalle mafie, in cui si nascondono i pericoli maggiori per la salute delle persone“.

Qui, di cambiamento, c’è veramente poco.

(Foto credits: Ansa)