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Danilo Toninelli e l’uso improprio di Ventotene per la Lifeline

L’arrivo della Lifeline nel porto di Malta «è una grande vittoria per l’Italia che può diventare un vittoria per tutta l’Europa». A dirlo è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli che festeggia su Twitter l’accordo raggiunto tra il premier maltese Joseph Muscat e altri sette Paesi, tra cui la stessa Italia, per la ridistribuzione dei 234 migranti a bordo della ong tedesca. Toninelli però prosegue nel tweet affermando che «se accadrà, l’isola potrà essere ricordata come la Ventotene del nuovo secolo».

Per chi non conosce la storia di Ventotene questo tweet potrebbe fare né caldo né freddo. A sollevare la polemica sui social è il giornalista Christian Raimo. «Ventotene – spiega – è un luogo sacro dell’antifascismo, delle lotte per le libertà, per l’idea di Europa. Misconoscerne completamente la storia, e utilizzarne il nome, il valore, per giustificare le deportazioni razziste è quanto di più miserevole possa fare un politico. Spero davvero che i fantasmi di Pertini, Spinelli, Di Vittorio, Rossi possano perseguitarvi nei vostri sonni».

Ventotene è un comune italiano di 763 abitanti della provincia di Latina, il comune più meridionale del Lazio. L’isola su cui si trova è diventata basilare per raccontare l’antifascismo. Perché a partire dal 1926 diventò il confino per molti oppositori del regime. Nel 1940 ci vissero 900 esiliati sorvegliati da 300 poliziotti. La presenza sull’isola delle più importanti personalità dell’opposizione contro il potere mussoliniano trasformò quel luogo in un vero e proprio laboratorio politico. Tra di loro, ricordiamo, vi furono confinati Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni. Sono gli autori del manifesto “Per un’Europa libera e unita”. Per chi non lo sapesse si tratta della prima carta che ispirò quei valori di coesione e democrazia che diedero vita al grande progetto dell’Unione Europea nel 1992.
Quel luogo diventò talmente caro ai liberatori d’Italia che nell’isola, nel 1986, fu sepolto, su sua espressa volontà, Altiero Spinelli.

Ventotene non è quindi un luogo a caso. Si tratta del posto in cui nacque quel pensiero che rigettava i fondamenti di Benito Mussolini e la sua adesione alle leggi razziali. Si tratta di una realtà che rigettò quell’attacco della dittatura verso i diversi, gli oppositori, gli ultimi e le persone che la pensavano in modo differente rispetto al dogma unico del Duce.

Da quel posto nacque quell’idea di Europa che ha respinto, con gli anni, ogni rigurgito di fascismo da Nord a Sud del nostro continente. Oggi a Malta si portano 234 migranti non perché siamo il paese, o l’Unione, che accoglie. Accogliamo perché sui “più ultimi” abbiamo dovuto discutere giorni e per altri giorni, ne avremmo da discuterne. Siamo oggi un continente che ha litigato su oltre 200 vite umane, lasciate giorni senza bagni utili a bordo di una nave, come se fossero uno scomodo pacco postale.

Ventotene era un confino. Era una prigione. Era il simbolo dell’oppressione da cui è nata una rivoluzione solida, basata sull’esatto contrario di quello che fu profetizzato dai regimi che imperversavano nei paesi europei.

 

(foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)